Unione civile tra sindaci in Friuli: Alessandro Basso e Loris Bazzo annunciano il matrimonio

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Unione civile tra i sindaci di Pordenone e Carlino: Alessandro Basso (FdI) e Loris Bazzo (Lega) annunciano il matrimonio. «Siamo la prova che la destra è più avanti di tanti altri».

Il panorama politico nazionale registra un evento senza precedenti che unisce vita privata e appartenenza partitica nel centrodestra. Alessandro Basso, sindaco di Pordenone ed esponente di Fratelli d’Italia, ha annunciato ufficialmente l’unione civile con Loris Bazzo, primo cittadino di Carlino (Udine) in quota Lega. Il rito verrà celebrato il prossimo 27 giugno nella cornice del Chiostro di San Francesco a Pordenone.

La scelta di rendere pubblica l’unione nasce dalla volontà di rappresentare un cambiamento nei costumi e nella percezione politica. «Questa scelta nasce da un rapporto solido, costruito in 5 anni insieme», ha dichiarato Basso, sottolineando come la vicenda superi la dimensione personale per assumere un valore simbolico. Il sindaco di Pordenone ha rimarcato la maturità del territorio friulano: «Il Friuli Venezia Giulia dimostra che i tempi sono cambiati e che è possibile affrontare queste scelte con serenità, senza dovere nascondere nulla».

Entrambi i primi cittadini rivendicano la propria identità di cattolici praticanti e il legame con i valori del centrodestra. Basso, già consigliere regionale e dirigente scolastico, ha precisato che l’unione non entra in contrasto con la visione politica della coalizione: «Sia per credo religioso sia per convinzione politica, siamo fortemente rivolti verso il rispetto della famiglia tradizionale. Poi la vita prende strade diverse, e noi abbiamo scelto di percorrerla con onestà e alla luce del sole». Secondo l’esponente di FdI, l’evento dimostra come la destra abbia superato la sinistra sul tema dei diritti civili, nei fatti e oltre le polemiche.

Sulla notizia è intervenuto il Pd del Friuli Venezia Giulia, che ha espresso felicitazioni ai due sindaci ricordando però il percorso normativo. Il Partito Democratico ha sottolineato che il passo compiuto dai due amministratori è stato reso possibile dalla legge sulle unioni civili, approvata da un precedente governo di centrosinistra nonostante la contrarietà espressa all’epoca dal centrodestra. Una nota che aggiunge un ulteriore tassello al dibattito politico attorno a un matrimonio che segna, nelle parole di Basso, il «superamento delle barriere».