Teatro Massimo Bellini: La vedova allegra debutta con nove date da tutto esaurito
Roberto Gianola
Il capolavoro di Franz Lehár arriva al Teatro Massimo Bellini con nove repliche già sold out. Il pubblico catanese si prepara ad accogliere l’eleganza della Belle Époque tra valzer, ironia e intensi intrecci sentimentali.
Il Teatro Massimo Bellini di Catania vive un momento di grande partecipazione. La vedova allegra, celebre operetta firmata da Franz Lehár, debutta nel cartellone stagionale dopo il successo dell’Aida, registrando il tutto esaurito per le date in programma. Il calendario prevede nove rappresentazioni complessive: si parte con le prove generali aperte alle scolaresche il 4 e 5 marzo, per poi proseguire con i sette turni in abbonamento dal 6 al 13 marzo.
La narrazione si sviluppa attorno all’ambasciata del piccolo Stato del Pontevedro a Parigi. La protagonista, la giovane vedova Hanna Glawari, possiede un patrimonio che deve restare entro i confini nazionali tramite un matrimonio strategico. Il candidato ideale sarebbe il conte Danilo, un amore del passato, ma tra orgoglio e malintesi la trama si infittisce, coinvolgendo anche la relazione tra Valencienne e Camille. Un gioco di sguardi, feste sfarzose e ritmi briosi che trasporta gli spettatori nelle atmosfere viennesi di inizio Novecento.
La regia è affidata ad Alessandro Idonea, con la drammaturgia e coregia di Giandomenico Vaccari, mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo Bellini sale il direttore Roberto Gianola. Il cast schiera nomi di spicco: il soprano Mihaela Marcu e il tenore Mario Cassi interpretano Hanna e Danilo, alternandosi con Francesca Tiburzi e Michele Patti. Il ruolo di Valencienne e Camille è affidato alle voci di Jessica Nuccio e Matteo Falcier. Spazio anche alla comicità con l’attore Giovanni Calcagno nel ruolo di Njegus, figura chiave della diplomazia pontevedrina. La produzione vanta anche la partecipazione del Balletto del Sud, con coreografie di Fredy Franzutti.
Il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano descrive l’opera come una parentesi di leggerezza intelligente, capace di coniugare satira e sentimento. Riportare in scena questo titolo, spiega, significa riaffermare la qualità del sorriso e della bellezza condivisa in un periodo di incertezze. L’allestimento, proveniente dal Teatro Politeama Greco di Lecce, punta su una cura del dettaglio che evoca lo spirito europeo della Belle Époque. Lehár, con questo lavoro datato 1905, ha saputo superare i modelli ottocenteschi, regalando una partitura ricca e sofisticata che ancora oggi conquista platee di ogni generazione.
