Catania, piano da 1,2 miliardi per l’innovazione: focus di Confindustria su porto e aeroporto
Il sistema produttivo e le istituzioni siciliane si compattano attorno a un piano strategico da 1,2 miliardi di euro per l’innovazione e le infrastrutture. Al centro della svolta etnea, Porto e Aeroporto si confermano i motori trainanti di un territorio che genera il 56% del Pil della Sicilia orientale, supportati da investimenti massicci e da una nuova sinergia tra pubblico e privato.
Catania progetta il proprio futuro attraverso una collaborazione senza precedenti tra politica ed economia. Durante il convegno “Infrastrutture e impatto sul futuro di Catania”, organizzato da Confindustria, è emersa una chiara unità d’intenti per il rilancio degli asset strategici. L’assessorato regionale alle Attività produttive ha annunciato lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro, derivanti dai bandi 2021-2027, per potenziare tecnologie e innovazione nel sistema produttivo locale.
Il potenziamento della logistica rimane la priorità assoluta. Sul fronte aeroportuale, sono stati sbloccati 76 milioni di euro per il rilancio del polo cargo di Comiso, mentre per lo scalo di Fontanarossa il Masterplan prevede investimenti per quasi mezzo miliardo di euro. L’Ad di Sac, Nico Torrisi, ha sottolineato come il superamento della soglia dei 12 milioni di passeggeri e il futuro arrivo della metropolitana siano passi decisivi per la creazione di occupazione. Parallelamente, il porto di Catania si prepara a una trasformazione storica: 20 ettari saranno destinati all’integrazione tra scalo e città, mantenendo intatta la vocazione commerciale per il traffico ro-ro e crocieristico.
La strategia di sviluppo tocca anche la rigenerazione urbana. Il vicesindaco Massimo Pesce ha illustrato i progetti di riqualificazione che interessano aree chiave come il Pala Nesima, Picanello e la Zona Industriale, finanziati attraverso un nucleo tecnico dedicato all’intercettazione dei fondi regionali. Come ricordato da Antonio Belcuore e Antonello Biriaco, Catania si conferma il cuore pulsante dell’economia siciliana, dove il dinamismo del tessuto imprenditoriale e il ruolo dell’Università devono ora trovare solide fondamenta in infrastrutture materiali e immateriali all’altezza delle sfide internazionali.
