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lunedì 16 luglio 2018

La Guardia di Finanza sequestra beni per 45milioni

Guardia di finanza

Beni per 45milioni sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Catania a Giovambattista Puccio, 58 anni, imprenditore leader del settore degli imballaggi del settore ortofrutta nel Ragusano. Accusato di appartenere a due organizzazioni storicamente rivali, la ‘Stidda’ e ‘Cosa nostra’, è detenuto dal dicembre del 2017 quando fu arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Ghost trash’ perché “ritenuto responsabile della creazione di un vero e proprio ‘cartello mafioso di imprese’ che ha assunto il dominio del settore degli imballaggi nel territorio di Vittoria”. Per la Procura distrettuale di Catania, che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza, il successo delle società di Puccio sarebbe dovuto alla “riconosciuta appartenenza all’organizzazione mafiosa”, che gli ha permesso di “estromettere le aziende concorrenti che non si piegavano alle condizioni imposte, assumendo in tal modo il controllo dell’intera filiera commerciale” pur “senza ricorrere, quasi mai, all’uso della violenza”.

Motori: accordo con Nissan, per Sibeg 110 leaf e 8 colonnine ricarica⁩

Nissan e Sibeg – imbottigliatore di Coca Cola per il mercato siciliano – accelerano la mobilita’ sostenibile in Sicilia, con un accordo che prevede la realizzazione di un ecosistema elettrico nella Regione Siciliana composto da veicoli e infrastrutture. Prende cosi’ il via la seconda fase del “Green Mobility Project”: 110 nuove Nissan LEAF 100% elettriche, che saranno utilizzate dai Sales Executive di Sibeg, e 8 nuove colonnine di ricarica rapida. L’iniziativa rientra nell’ambito della Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica aziendale che si propone di ridefinire il modo in cui le auto sono guidate, alimentate e integrate nella societa’ per uno stile di vita piu’ sostenibile. Sibeg ha sottoscritto un accordo con ALD Automotive che, attraverso la formula E-go Noleggio a Lungo Termine, offre tutti i servizi e la gestione amministrativa delle auto. Attraverso la partnership con Enel X, la multinazionale del noleggio a lungo termine, offre soluzioni di mobilita’ integrata per la diffusione di una nuova mobilita’ senza pensieri e libera dalle emissioni. La collaborazione con Nissan permette inoltre di ampliare la rete di infrastrutture di Sibeg in tutta l’Isola, portandola cosi’ a 68 colonnine.

Le nuove 8 postazioni di ricarica rapida, che consentono un “rifornimento” da zero all’80% in 40-60 minuti, si aggiungono alle 60, di cui 7 a ricarica veloce, gia’ installate da Sibeg in partnership con Enel. Grazie all’impegno di Sibeg, infatti, tutti i siciliani (quindi non solo i dipendenti dell’Azienda) possono utilizzare le colonnine di ricarica, che dal momento della loro installazione hanno totalizzato oltre 14.000 ricariche. “La presenza di nuove colonnine contribuira’ sicuramente all’ampliamento di un mercato, quello delle auto elettriche, in costante crescita”, si legge in una nota. Nel 2017 i veicoli elettrici immatricolati in Sicilia sono cresciuti del 135% rispetto all’anno precedente anche grazie al miglioramento della rete di ricarica: nel 2015, infatti, quando e’ partito il progetto, si contavano sul territorio siciliano solamente 3 colonnine, mentre oggi la Regione puo’ vantare 68 punti di ricarica grazie al “Green Mobility Project” di Sibeg. La nuova Nissan LEAF, il veicolo 100% elettrico piu’ venduto al mondo con oltre 320.000 clienti a livello globale, ha un’autonomia di percorrenza fino a 378 km (ciclo NEDC) ed e’ il primo veicolo Nissan a prevedere anche il nuovo ciclo di omologazione WLTP per un’autonomia fino a 389 km nel ciclo urbano e fino a 270 km nel ciclo combinato (citta’ e autostrada) con singola ricarica.

La nuova Nissan LEAF e’ l’icona della “Nissan Intelligent Mobility”, la roadmap strategica che si propone di ridefinire il modo in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella societa’. Le nuove vetture elettriche sostituiscono le precedenti assegnate alla Field Force gia’ dal 2015 nel corso della prima fase del “Green Mobility Project” che aveva reso Sibeg la prima azienda in Europa a dotarsi di auto full electric a zero emissioni e di 4 scooter elettrici utilizzati per le attivita’ nelle isole minori. “Green Mobility Project” consente di evitare l’immissione in atmosfera di 363 tonnellate di CO2 , pari alla quantita’ assorbita da 27.225 alberi in un anno.

Migranti: in 629 a bordo della nave Aquarius

Sono 629 i migranti a bordo di nave Aquarius di Sos Mediterranee, con personale di Medici senza frontiere, che sta facendo rotta verso un porto di sicurezza ancora non assegnato. Tra loro ci sono 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Sono state complessivamente sei le operazioni di soccorso effettuate. Particolarmente difficile quella di persone su un gommone che si è rovesciato facendo finire 40 migranti in mare. Acquarius ha soccorso 229 persone, altre 400 sono state salvate e poi trasbordate sulla nave della Ong da imbarcazioni della guardia costiera italiana e da mercantili.

Club Bilderberg a Torino preoccupato del populismo italiano

Dovrebbe far riflettere gli Italiani “attenti” agli eventi particolari che si verificano sul territorio nazionale la “circostanza”, di certo non fortuita, che l’annuale riunione del ben noto “Club Bilderberg” si tenga quest’anno in una città simbolo del Paese, a Torino. E dovrebbe far riflettere anche la “circostanza” che il summit dei Potenti del mondo si tenga  da domani a giorno 10, a ridosso delle due giornate in cui il nuovo Governo ha in discussione la fiducia, ieri al Senato, oggi alla Camera.

Chi sono i Potenti del mondo? Anche se ne mancano molti (chissà perché….!) un elenco (non completo?), quello dei partecipanti dell’incontro torinese, lo pubblica lo stesso sito del Bildberger, che riportiamo per capire (e conoscere) un poco chi è che tiene (e tira) le fila del globalismo economico, dell’informazione così come delle questioni militari.

Per quattro giorni ministri, industriali, amministratori delegati di multinazionali, vertici di numerose banche, alti esponenti militari, discuteranno su temi quali “disuguaglianza”, “futuro del lavoro”, “intelligenza artificiale”, “politica mondiale”, e altri argomenti che saranno sul tappeto a livello di “attualità”, ma razionalmente sembra che la scelta della location sia dovuta alla piega che hanno preso le situazioni politiche italiane dopo il voto del 4 marzo scorso: la “svolta” populista e sovranista in Italia, evidentemente, allarma o, quantomeno, preoccupa.

Come si evince dall’elenco degli invitati i cui nomi sono stati resi pubblici, gli “italiani illustri” che partecipano al periodico e “secreto/riservato” incontro sono otto: John Elkan,  Lilli Gruber, Lucio Caracciolo (Direttore di Limes), Alberto Alesino (economista), Elena Cattaneo (senatore a vita), Vittorio Colao (Ceo di Vodafone), Marianna Mazzucato (professore di economia all’University College di Londra) e Salvatore Rossi (direttore generale della Banca d’Italia). John Elkan e Lilli Gruber sono membri del “comitato direttivo” del Club.

Ancora oggi non è stato reso di pubblico dominio il luogo del summit “italiano”. Il “Club”, ricordiamo è stato fondato da David Rockfeller nel 1954 e quest’anno è alla sua 66esima edizione. L’anno scorso si è svolto a Chantilly, in Virginia. Qualche giornale si è chiesto chi paghi le spese per l’organizzazione dell’evento: nel sito ufficiale si legge che “i costi del meeting annuale sono responsabilità dei membri del comitato direttivo del Paese ospitante”. Quest’anno, dunque, tocca agli italiani: a pagare saranno Lilli Gruber e John Elkan.

È tutto dire….

È risaputo che sul Bilderberg sono state avanzate le più disparate teorie su cosa si decida (davvero) all’interno di quelle riunioni segrete. Fra i tanti partecipanti l’ex primo ministro francese Bernard Cazeneuve, Henry Kissinger (braccio destro di Nixon e molto vicino a Napolitano), José M. Barroso (di Goldman Sachs ed ex presidente della Commissione Ue) e Jens Stoltenberg (segretario generale della Nato). Per l’Italia in passato hanno partecipato personalità ai massimi livelli della Cosa pubblica. Qualche esempio? Mario Monti, Romano Prodi, Umberto Agnelli, Franco Bernabè, Emma Bonino, eccetera.

È tutto dire…

Agen: “Elezioni in Sicilia? Risultati imprevedibili…”

Nel periodico e puntuale incontro con il presidente della Camera di Commercio del Sud Est – Catania, Siracusa, Ragusa – dottor Pietro Agen argomento d’obbligo le elezioni che si terranno in Sicilia la prossima domenica 10 giugno. Si vota in 137 Comuni, compresi cinque capoluoghi, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, tre dei quali (appunto Catania, Siracusa e Ragusa) inseriti a pieno titolo nella CC del Sud Est.

“Le elezioni in Sicilia? Anche se mancano pochi giorni al voto, non è possibile effettuare previsioni: si potrebbe cadere facilmente in errore. I risultati che scaturiranno dalle urne nei cinque capoluoghi e negli altri 132 Comuni possiamo dire con franchezza che sono imprevedibili…”.

Perché possono giocare un ruolo particolare Movimento 5Stelle e Lega, ora che hanno formato il Governo Nazionale?

“Non solo per questa circostanza. A monte del Governo nazionale non bisogna dimenticare che c’è il risultato elettorale del 4 marzo scorso, quello appunto che ha portato alla vittoria il Movimento 5Stelle e la coalizione di Centrodestra… E tutto ciò potrà incidere anche sulla realtà siciliana, tenuto conto anche del forte impatto che hanno avuto le recenti visite di Di Maio e Salvini nei loro ruoli istituzionali”.

Nuovo Governo nell’Italia dove sono saltati i “sistemi”

Giuseppe Conte

Chi ritiene di applicare ancora le metodologie tradizionali di “raziocinio” nella vita pratica dei giorni nostri dovrà darsi una “riassestata”: non funzionano ora e, probabilmente, non funzioneranno nel futuro. La “lezione” – che piaccia, oppure no, il risultato è eguale – l’hanno fornita Cinque Stelle e Lega nel gioco della formazione del nuovo Governo del Paese. “Arbitro/spettatore/protagonista” lo stesso Capo dello Stato, Sergio Mattarella che ha seguito con attenzione, passo passo, gli alterni momenti di questa vicenda “politica” che riguarda l’intera collettività nazionale. Momenti anche di alta tensione, che hanno fatto temere il peggio, ribaltati da un’ora all’altra, che hanno scombussolato quasi sempre le previsioni degli “analisti” e degli “esperti” delle “normali” storie della Capitale legate ai Palazzi parlamentari.

Ecco, il nodo della questione (a nostro avviso, a nostra personale “opinione”) sta proprio in questi termini: il risultato delle elezioni del 4 marzo scorso, un risultato “nato” da una volontà popolare espressa in “voti”, ha sorpreso le compagini politiche tradizionali, che non hanno compreso pienamente l’effettivo significato. Compagini politiche tradizionali che sono state negli ultimi anni al Governo o all’opposizione, non sono riuscite a cogliere il malumore che ha pervaso da un capo all’altro l’Italia, che non sono riuscite a cogliere i “segnali” che sono venuti nel tempo dal diffuso astensionismo nelle competizioni elettorali locali, regionali, nazionali ed anche europee, che non hanno saputo prevedere la possibile reazione verso ciò che (comunque) è stato considerato negativo per la popolazione.

Per semplificare, interpretando i fatti accaduti che sono stati e sono sotto l’osservazione di tutti: se fino a quale ora addietro la parola “caos” ha dominato le informazioni date dai mass media, quanto verificatosi subito dopo, ha rivoltato ogni cosa, mostrando una strada in discesa per la formazione del Governo Cinque Stelle/Lega, considerato definitivamente “defunto” dopo la presa di posizione del Capo dello Stato sul nome del professore Savona proposto quale ministro dell’Economia.

Ieri alle 18.30 31 Maggio, l’accordo è stato chiuso, con l’accordo sulla lista dei nuovi ministri che vede premier il professore Giuseppe Conte.

In corso d’opera mentre gli eventi si sviluppavano, il Corriere della Sera ha annotato: (…) Congelato Cottarelli, Mattarella segue gli sviluppi: in mattinata ha incontrato al Quirinale la presidente del Senato Casellati; poi una lunga telefonata con il presidente della Camera, Fico. Con entrambi si è confrontato sugli scenari che potrebbero aprirsi. Il professor Giuseppe Conte invece ha tenuto regolarmente lezione di diritto privato, stamani all’università di Firenze, prima di rientrare a Roma, dove risiede: «In bocca al lupo all’Italia» ha dichiarato il premier indicato per il governo «carioca» uscendo dall’aula, a chi gli augurava buona fortuna. Chissà se è stata la sua ultima lezione (…).

Ci troviamo di fronte al “cambiamento”? Se, come specificano i dizionari, “cambiamento” equivale a un mutamento improvviso di situazione, di uno stato di cose, di cambiamento si deve parlare e discutere. Che poi il “cambiamento” attuale sia positivo o peggiorativo lo si potrà verificare strada facendo e non certo prima, che i “nuovi” protagonisti della scena governativa piacciano o meno.

In ogni modo (sempre, volenti o nolenti) il vecchio “sistema” è stato messo Ko, e a quello che viene considerato “nuovo” (a ragione o a torto) deve essere data l’opportunità di dimostrare se il popolo che lo ha voluto ha visto bene, oppure è caduto nelle trappole delle sirene.

Ecco la “squadra” del nuovo Governo del Paese
Alle ore 21 e 47 di oggi, ultimo giorno di maggio, la comunicazione ufficiale al Quirinale da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte della composizione del Governo. I componenti del nuovo Governo presteranno giuramento domani alle ore 16 e saranno già presenti per i festeggiamenti di giorno 2.

Presidente del Consiglio – Giuseppe Conte

  • Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio (M5S)
  • Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini (Lega)
  • Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta Riccardo Fraccaro (M5S)
  • Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno (Lega)
  • Affari Regionali e Autonomie Erika Stefani (Lega)
  • Ministro per il Sud Barbara Lezzi (M5S)
  • Ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana (Lega)
  • Ministro Affari esteri Enzo Moavero Milanesi
  • Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S)
  • Ministro della Difesa Elisabetta Trenta (M5S)
  • Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria
  • Ministro delle Politiche agricole Gianmarco Centinaio (Lega)
  • Ministro Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S)
  • Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (Lega)
  • Ministro dei Beni Culturali e Turismo Alberto Bonisoli (M5S)
  • Ministro della Salute Giulia Grillo (M5S)
  • Ministro per l’Ambiente, Sergio Costa (M5S)
  • Ministro delle Politiche comunitarie Paolo Savona
  • Sottosegretario Presidente del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega)

Tre i Siciliani nel nuovo Governo:

GIULIA BONGIORNO, Nata a Palermo 52 anni fa, avvocato (procedimenti importanti come quello a carico di Andreotti, Doni e Conte) fondatrice di un’associazione contro gli abusi con Michelle Hunziker, già parlamentare con An, eletta al Senato come indipendente della Lega.

ALFONSO BONAFEDE, di Mazara Del Vallo, 42 anni.(M5s), avvocato. Eletto alla Camera dei Deputanti nel 2013 con i Cinque Stelle, nell’ultima tornata elettorale è stato rieletto alla Camera.

GIULIA GRILLO, di Catania, 44 anni, eletta alle politiche del 2013, successivamente capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, rimanendo in carica fino al 30 dicembre 2016.

La crisi politico/istituzionale non ferma le esercitazioni militari

Tutto d’un fiato, alla Samuel Beckett: attenzione nazionale e internazionale sull’Italia, che continua a dibattersi nei contorsionismi pseudo politici delle compagini che sono uscite “vincitrici” dalla competizione politica del 4 marzo scorso nei tentativi di formare un Governo, pseudo preoccupazioni della grande e piccola Finanza, dei mercati europei e di mezzo mondo ai quali (forse a ragione, forse no)  vengono attribuite le pressioni sull’andamento delle “trattative”, ingerenze vere straniere sulla conduzione di un Paese che non trova guide stabili e, soprattutto, credibili (a tutti i livelli), responsabilità che si attribuiscono esclusivamente ai leader di CinqueStelle e Lega dimendicando (volutamente e senza scusanti di sorta) le responsabilità di chi ha provocato governando male l’attuale situazione, responsabilità tutte (o quasi) risalenti alle azioni del “rottamatore Mario Renzi (l’unico ad avere raggiunto l’obbiettivo che si prefiggeva, la distruzione del PD e della Sinistra “ufficiale”), uno stato di confusione complessiva che porta nella collettività incertezze, inquietudini ed anche paura per un domani che non si riesce a intravedere, sensazioni di sicurezza che nessuno (dall’alto al basso) riesce a dare, ogni cosa in bilico tra il francese George Feydeau e il veneziano Carlo Goldoni, volendo ignorare il praghese Franz Kafka, eccetera eccetera, con quante (tante) altre cose che potrebbero aggiungersi che potrebbero essere etichettate con una sola espressione, la “logica del paradosso”.

Ebbene nel quadro che abbiamo cercato di presentare (in maniera confusa, lo confessiamo) dell’Italia dal 4 marzo in poi (andare indietro sarebbe ancora peggio), nei mari e nei territori “italiani” continuano le esercitazioni militari “internazionali”, una dietro l’altra, che non risentono delle crisi in atto, sia in Italia che in altri Paesi (come la Spagna).  Le principali aree dove si svolgono le “manovre” che impegnano costantemente migliaia di uomini, e mezzi tradizionali e avveniristici, sono quelle del Mediterraneo in prossimità della Sicilia, la Sicilia stessa e la vicina Sardegna. Operazioni militari si susseguono a ritmo costante, a distanza di pochi giorni dalla conclusione di un importante “evento” aeronalenavaleterrestre ne parte un altro, eguale al precedente ma “diverso” nelle specificità che devono essere calibrate.

Ed ecco che mentre va ad esaurirsi la “Joint Star 18”, parte la “Italian Minex 2018”, conclusasi proprio ieri 30 maggio.

Come si può apprendere dagli stessi siti della Difesa, e facendo un “copia e incolla”, ci viene spiegato e spieghiamo:

l’esercitazione “Joint Star 18” (JS18) si è inserita nel più vasto contesto delle maggiori esercitazioni di Forza Armata per il conseguimento di ulteriori obiettivi di carattere interforze discendenti dalle direttive del Capo di Stato Maggiore della Difesa e basati sul concetto NATO di Connected Force Initiative (CFI). Per la prima volta l’esercitazione è l’occasione per il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI)  di addestrarsi come Comando Interforze in grado di pianificare e condurre specifiche attività operative del tipo Small Joint Operations-SJOs/High Intensity, in ambienti caratterizzati dalla minaccia cyber e Chimico Biologico Radioattivo Nucleare (CBRN), e per l’addestramento di comandi ed assetti nazionali destinati a comporre la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) (Land), (Maritime) ed (Air) anche nell’ottica di una loro futura certificazione. L’attività ha rappresentato un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione tra le Forze Armate (aspetto di estrema importanza per l’impiego in ambito internazionale), di massimizzazione del valore addestrativo per un’ampia platea di partecipanti e di ottimizzazione di fondi. La JS18 è concepita per addestrare i comandi e le forze sulle diverse tipologie di missioni che potranno essere oggetto di future operazioni nazionali, multinazionali e di coalizione. Si è trattato dell’attività addestrativa di maggiore rilevanza nazionale, organizzata e gestita direttamente dallo Stato Maggiore della Difesa, per il tramite del suo “braccio operativo” ovvero il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI). Hanno partecipato oltre 2.000 militari, più di 25 tra velivoli ed elicotteri, decine di mezzi terrestri, navali ed anfibi. A questa esercitazione ha preso parte un assetto del 41° Stormo dell’Aeronautica Militare di Sigonella (Catania) con personale specialista ed operatori di volo a bordo del velivolo P-72A, si è rischierato presso l’aeroporto militare di Decimomannu (Cagliari) per partecipare all’esercitazione interforze “Joint Stars 2018 (JS18)”. Per il 41° Stormo la JS18 ha rappresentato la prima esercitazione in scenari differenti da quanto previsto dalla regolare attività MPA (sorveglianza marittima) in quanto il P-72A, grazie anche alla suite di sensore di cui è dotato, è stato impiegato in ambiente Joint principalmente nell’ambito delle missioni JPR (Joint Personal Recovery) con funzioni OSC (On Scene Commander) e AMC (Air Mission Coordinator). Inoltre, da Sigonella – Aeroporto, pronto a fornire il supporto richiesto dalla JS18, sono intervenuti anche diversi assetti della locale Naval Air Station U.S.Navy, con velivoli P-8 e V-22 Osprey. La JS18 ha permesso di federare concomitanti esercitazioni quale la “Ramstein Guard 6-2018” condotta dalla NATO e quelle nazionali “Golden Wings” dell’Esercito Italiano, “Mare Aperto” della Marina Militare e “Vega 18” dell’Aeronautica Militare. Con quest’ultima, l’Arma azzurra si è prefisso l’obiettivo di addestrare il “potere aereo” formando tutte le componenti nazionali della Forza Armata. In sintesi, una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di Esercito Italiano, Marina Militare e Aeronautica Militare, sinergie ed economie, nonché condividere risorse e massimizzare l’interoperabilità in ambito Difesa, affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze. Equipaggi e velivoli del 41° Stormo hanno partecipato anche alla “Mare Aperto”, nell’ambito della quale l’Aeroporto di Sigonella ha supportato le attività di un Atlantic Francese e di P-8 USA.

L’esercitazione “Italian Minex 2018” ha visto impegnate, per due settimane, nove unità di quattro nazionalità differenti nelle acque della Sicilia orientale. Le attività addestrative si sono svolte in uno scenario che prevedeva un’elevata minaccia nemica simulata da unità di superficie ed assetti elicotteristici. Il Comando dell’esercitazione è stato affidato al comandante delle Forze di Contromisure Mine, Ammiraglio Davide Berna, imbarcato sulla Fregata Euro, designata flag ship dell’esercitazione. Hanno partecipato due gruppi di cacciamine di cui il primo con unità del Standing NATO Mine Counter Measure Group 2 (SNMCMG2) al comando del CDR Justin Hains imbarcato sulla nave inglese Enterprise, formato da tre cacciamine tra cui l’italiano Alghero, il turco Anamur e lo spagnolo Segura. Il secondo, sotto il Comando del Comandante della 54^ Squadriglia dei Cacciamine Costieri Italiani, Capitano di Fregata Daniele Di Giacomo, con quatto navi, tre italiane – Nave Crotone, Nave Termoli e Nave Numana – e la spagnola Tambre. I cacciamine sono Unità dotate di sistemi ad elevato tasso tecnologico impiegati anche per la ricerca subacquea e la rimozione dai fondali di ordigni bellici, nonché per l’individuazione e messa in sicurezza di relitti e beni archeologici sommersi. Il tutto è finalizzato a garantire il libero accesso ai porti e mantenere aperte le vie di comunicazione marittime assicurando il libero transito delle Unità mercantili e la sicurezza della navigazione contribuendo in maniera sostanziale all’incolumità di quanti dal mare e sul mare operano quotidianamente e traggono il frutto del proprio lavoro. L’esercitazione ha visto anche la partecipazione di due team di veicoli subacquei, uno italiano ed uno del Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) imbarcati, rispettivamente, su Nave Numana e su Nave Enterprise. L’impiego di questi sofisticati veicoli autonomi subacquei permette di effettuare una fedele riproduzione dei fondali, individuando oggetti sommersi e garantendo la loro rimozione senza mettere a rischio l’operatore.

Per i militari le crisi politiche non esistono? Per le esercitazioni internazionali “comuni” le ingerenze straniere e i “veti” finanziari non esistono? Per i Renzi e i Gentiloni di turno, e per i futuri (?) Di Maio e Salvini, queste problematiche “militari” sono state messe in conto? Che poi la collettività dei territori attorno a Sigonella si preoccupi dei velivoli che sfrecciano a bassa quota sulle loro abitazioni, è circostanza talmente marginale che “non” può di certo interessare i mass media…

Il vaso di coccio a 5 stelle

« Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro. » Alessandro Manzoni – I Promessi Sposi

di Marco Di Salvo

Finita (male) la vicenda del governo giallo-verde, vale la pena fare un veloce check sulle conseguenze per i soggetti politici protagonisti delle ultime settimane. E non è difficile notare che chi è rimasto con il cerino in mano, vero vaso di coccio tra i vasi di ferro Mattarella-Salvini sono il movimento 5 stelle e il suo leader, Gigi di Maio.

Il perchè è velocemente detto. La linea “istituzionale” del movimento tutta sorrisi e frasi di circostanza rassicuranti (inaugurata in campagna elettorale e portata avanti, non senza scossoni nei mesi scorsi), è stata sconfitta dalle accellerazioni delle ultime ore, lasciando gli esponenti del movimento con il cerino in mano delle centinaia di dichiarazioni di fiducia nel ruolo da garante del presidente della Repubblica.

La corsa verso la stanza dei bottoni a qualunque costo (ricordate i programmi tailor made adattabili a ogni alleato, purchè si arrivasse a palazzo Chigi?), piena di frasi di circostanza e di rispetto nei confronti dei poteri del Presidente della Repubblica sono svaniti in un attimo, quando questi poteri sono stati esercitati a norma di Costituzione, quella più bella del mondo, sempre nella bocca dei cinque stelle, ma a spizzichi e bocconi, come se l’avessero studiata sul Bignami dedicato al tema.

E a questa formazione costituzionale si deve probabilmente la richiesta di impeachment (fatta in seconda battuta, perfino dietro alla Meloni), sbagliata nei termini formali e probabilmente inefficace in termini politici, se non come strumento buono per sedare le ribellioni online e cercare di capitalizzare elettoralmente lo sdegno montante nelle ultime ore sui social network. ma quello è un mercato elettorale che ha oggi troppi pretendenti. E di certo alcuni di questi molto più “professionalizzati” nel carezzare il verso dell’indignazione.

Alla fine non ci si dovrà soprendere, se e quando ci saranno le prossime elezioni (anche questo tutto da definire e vedere) se a perdere consensi saranno proprio i “cittadini” a cinque stelle, che oggi stanno in mezzo al guado, proprio come gli elettori che in gran parte rappresentano.

“Perchè fidarmi di Di Maio, se Salvini e la Meloni urlano più forte?” diranno gli elettori sovranisti dei 5stelle. “Perchè fidarmi di Di Battista e Fico, se non hanno fatto il governo del cambiamento?” diranno quelli che da sinistra hanno votato per il movimento grillino e li hanno visti allearsi con il babau leghista.  Tutti, leader ed elettori, con il cerino in mano e senza aver capito come sia finito proprio a loro.

Da Scelba a Mattarella, c’è sempre un Siciliano a decidere

Chiamiatele “coincidenze” o “casualità”, chiamatele come volete ma c’è da farci un “pensierino”, una “riflessione”: nelle questioni importanti del Paese a decidere c’è sempre un Siciliano. Da Scelba a La Russa, a Mattarella. Dai lontani anni Quaranta a oggi l’Italia ha visto in campo eminenti personaggi della vita pubblica che provengono dal profondo Sud: coincidenze o casualità? Chi lo può dire…

Certo i giovani d’oggi ben poco conoscono dei primi momenti della Repubblica Italiana, quando l’intero territorio nazionale, da un capo all’altro, era ancora in fermento e gli “opposti” contrastavano l’ordine generale, mentre nell’Isola periferica il “fenomeno” Salvatore Giuliano metteva a rischio le libertà appena conquistate: allora e contemporaneamente il Governo nazionale sottoscriveva Trattati e accordi bilaterali con gli Stati Uniti, contravvenendo anche al Trattato di Pace di Parigi del 1947 dando in “concessione” militare agli USA pezzi di terra italiana e siciliana. Certo i giovani d’oggi ben poco sanno di Ignazio La Russa, ministro della Difesa che dette il suo appoggio all’intervento militare italiano in Libia per porre fine al regime di Gheddafi e dare anche il “via libera” all’installazione del MUOS/USA a Niscemi.

Noi non ci innamoriamo di “teorie”: a volte i fatti, gli avvenimenti che caratterizzano determinate fasi storiche superano le “teorie” più avanzate che, a conclusione, poi possono essere facilmente contestabili in quanto prive degli adeguati supporti documentali. Il “trucco”, forse, è proprio lì, nella mancanza (o assenza?) di documenti che potrebbero chiarire i moltissimi punti oscuri del percorso ad ostacoli dell’Italia di ieri, di oggi e (probabilmente) di domani.

Tutto questo giro di frasi per dire (e non certo sostenere) che quanto il Paese sta vivendo dalle elezioni del 4 marzo scorso con le palesi difficoltà di formare un Governo, presenta aspetti contraddittori e supera (e giustifica?) le ipotesi più azzardate, che noi stessi non ci “azzardiamo” ad enunciare, a formulare.

Le “ingerenze esterne” ci sono, sono sotto gli occhi di tutti e il discorso sulla “sovranità” del Paese non sta a noi affrontarlo: dovrebbero parlarne apertamente costituzionalisti e giuristi al di sopra delle parti. Ma così non si verifica, e il cittadino “qualunque”, quello che il 4 marzo è andato a votare esprimendo la sua “volontà”,  rimane disorientato. È come se una “forza superiore” dominasse ogni cosa: individuarne la “specifica” provenienza è “mission impossible”, per non dire “innominabile”.

Dunque ci limitiamo a “farneticare” sulle coincidenze e sulle casualità, affermando però che la realtà attuale non nasce  ora, ma proviene dal passato. È questa nostra “affermazione” che vorremmo ci venisse contestata, sicuramente con documenti alla mano e non a parole.

Quanti Uomini nei Governi che si sono succeduti nel corso dei decenni in ruoli di grande responsabilità sono sbarcati a Roma dall’estrema, periferica, Sicilia? Non facciamo i “conti della serva”, basta porsi nei siti ufficiali per trarre le conclusioni che più aggradano.

Ebbene, la maggior parte di questi Uomini (senza guardare etiche partitiche) ha seguito (e trasmesso a chi è venuto dopo?) una filosofia di Governo che è rimasta, in un modo o in un altro, costantemente legata alla visione “politica” del leggendario Don Luigi Sturzo che (nostra interpretazione ed opinione) “negava” il principio della “sovranità” nazionale preferendo una “partecipazione” (o più che altro “compartecipazione”) agli indirizzi socio-economici-politici-militari di quella che è stata sempre ritenuta la Potenza mondiale per eccellenza,  gli Stati Uniti d’America, ai quali indirizzi si sarebbe dovuta allineare anche l’Europa. Non, dunque, una “sovranità” dell’Italia “svenduta”, ma “partecipe” (o compartecipe). Don Luigi Sturzo fu un accanito avversario dell’Indipendentismo Siciliano nato quando la Sicilia era regione “liberata” (ma occupata dalle forze USA) mentre l’Italia era ancora in guerra contro il nazifascismo. Qualsiasi velleitarismo di imporre una “identità locale” da reprimere, da cancellare ove possibile. Dopo si può “anche” concedere un’Autonomia Speciale. Mai da applicare.

E l’Italia di oggi, in fondo, appare una “identità locale” a “sovranità limitata” nel contesto europeo… e oltre…

Argomentare su questo “filo di lana” porterebbe lontano, indietro o avanti nel tempo e sul tappeto rimarrebbero le teorie, i teoremi, le coincidenze e le casualità. Null’altro.

Il ruolo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella in questo groviglio attuale? Lo devono scoprire e lo scopriranno gli Italiani, da un punto all’altro di un’Italia che si vuole (forse?) lasciare nell’incertezza e nell’inquietudine.

Ma c’è sempre un Siciliano…

Rifiuti: i carabinieri del Noe sequestrano area a Scicli

I Carabinieri del Comando Tutela Ambientale – Nucleo Operativo Ecologico di Catania  – con la collaborazione di un equipaggio del XII° Nucleo Elicotteristi Carabinieri di Catania e del Comando Stazione Carabinieri di Scicli, nei giorni scorsi hanno condotto un’ispezione di carattere ambientale in un’area antistante la vecchia Discarica di San Biagio di Scicli (quest’ultima già sottoposta a sequestro nell’anno 2012 per altri motivi), superficie risultata essere stata adibita da qualche anno a questa parte A Area Di Stoccaggio / Messa In Riserva dei rifiuti pericolosi e non pericolosi provenienti dalla raccolta differenziata del Comune.

Nel corso del sorvolo con l’elicottero i militari dell’Arma avevano infatti rilevato, a ridosso della vecchia discarica di San Biagio, che all’interno dell’ area erano presenti numerosi cumoli di rifiuti speciali ed una decina di contenitori o cassoni scarrabili adibiti alla collocazione dei rifiuti differenziati. Veniva rilevata la presenza, nell’area in esame, di un capannone di circa 500 mq facente parte della struttura predisposta per la trattazione e lo stoccaggio o la gestione dei rifiuti differenziati.

Durante il successivo accesso nell’area in questione, eseguito dal personale che operava “a terra”, effettuato dopo aver fatto giungere sul posto i responsabili del Settore Ambiente del Comune di Scicli, veniva riscontrato che la stessa, estesa circa 7.500 mq., aveva iniziato ad essere utilizzata già dal 2013.

Secondo la ricostruzione dei militari, il controllo dell’intera area in questione avrebbe “evidenziato però diverse carenze dal punto di vista dei requisiti previsti, sia strutturali che tecnico/gestionali. L’area è risultata non presentare, in particolare, la pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di carico e scarico dei cassoni scarrabili e non risultano essere regolarmente canalizzate sia le acque meteoriche che quelle provenienti della zona di raccolta, aumentando i rischi connessi all’inquinamento delle falde e dei terreni circostanti. Dal punto di vista gestionale gli stessi cassoni scarrabili sono stati trovati non coperti, in violazione delle normative in materia dettate dal Testo Unico Ambientale”.

Maggiormente importante e quale dato che ha obiettivamente sorpreso i militari, dove hanno scoperto,  “che tale struttura operava in assenza della prevista autorizzazione in “procedura ordinaria” (di competenza degli Uffici del Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione Siciliana) o in cosiddetta “procedura semplificata” (di competenza degli Uffici dell’ex Provincia di Ragusa)”.

In poche parole l’area di stoccaggio di Scicli è risultata, secondo la ricostruzione,  “operare in maniera sostanzialmente illecita in quanto non munita di autorizzazione”, motivo per il quale è stato obbligatorio e necessario, per il personale dell’Arma, al fine di evitare che venisse proseguita la gestione illecita, porla sotto sequestro.

L’area, il capannone, le strutture e quanto nelle stesse presenti sono stati affidati in custodia allo stesso Dirigente del Comune di Scicli che ha presenziato alle operazioni. Il Sindaco del Comune di Scicli è stato immediatamente informato del sequestro effettuato. Il verbale di sequestro è stato inviato dal N.O.E. Carabinieri alla Procura di Ragusa per la prescritta convalida che è intervenuta, da parte del G.I.P. presso lo stesso Tribunale.   Il provvedimento di convalida è stato immediatamente notificato al Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Scicli. Sono in corso altre verifiche sul sito per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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