Galvagno: «La manovra in aula sarà il test per la maggioranza»
Il presidente dell’Ars a margine di Etna Tricolore: la prova sui 500 milioni dirà se la coalizione tiene. Su Schifani: «Rapporto ottimo, lo chiamo spesso».
Sarà la manovra, e non i proclami dei convegni, a misurare la reale tenuta del centrodestra siciliano. Ne è convinto il presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, che in un’intervista all’Adnkronos a margine di Etna Tricolore, conclusasi oggi a Zafferana Etnea, indica nell’esame d’aula il vero banco di prova della coalizione.
Il test dei 500 milioni
«Riuscire a ricompattare la coalizione dipenderà oggettivamente da quello che succederà in aula a breve. Sarà un vero e proprio test d’aula», spiega Galvagno. Fino a oggi, osserva, i provvedimenti approvati erano di iniziativa parlamentare, mentre adesso «si porta in aula una manovra governativa, una manovra importante da oltre 500 milioni di euro». Sarà quel voto a dire se le tensioni interne, anche su «questioni di natura elettorale e amministrativa», siano superabili. Il riferimento è al «cattivo esempio» offerto in molti comuni siciliani, «dove il centrosinistra ha vinto soltanto per le divisioni del centrodestra». Eppure, sottolinea, «le liste di centrodestra hanno ancora una stragrande maggioranza»: la prova dirà «se si è in buona salute o meno».
L’apertura a De Luca
Spazio anche a Cateno De Luca, guardato con favore. «Sta rimanendo coerente con un progetto avviato già nel 2022, dove non fece un ragionamento ideologico ma amministrativo», dice Galvagno. «Si è candidato in quattro comuni differenti, ha fatto il sindaco a Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina e Taormina. Dove va riesce a essere un bravissimo venditore e affabulatore, ma se uno va a guardare i bilanci vede che sono tutti risanati nei comuni dove va lui». E aggiunge: «L’ho sempre visto con simpatia, ritengo che possa dare un contributo al centrodestra». Una riflessione che si lega alla sua lettura delle ultime tornate: «Tutte le elezioni dal 2008 a oggi sono state caratterizzate solo dalle spaccature», dall’exploit di Lombardo alle vittorie di Crocetta e Musumeci favorite dalle divisioni, fino al 2022, quando «Schifani vince con il 50% delle preferenze e il 42% sulle liste, con una spaccatura con De Luca, Caterina Chinnici e Nuccio Di Paola».
Il rapporto con Schifani e le fibrillazioni di FI
Sul presidente della Regione, Galvagno respinge le voci di freddezza: «Io lo chiamo spesso, ho un bellissimo rapporto con lui». Sull’assenza del governatore ad alcuni appuntamenti, allarga le braccia: «Non sono io che faccio gli inviti». Ma non nasconde il nodo: «È un momento in cui ci sono molte fibrillazioni, specialmente in Forza Italia. Fratelli d’Italia si è espressa, stessa cosa ha fatto la Lega. Ci aspettiamo ora che anche Forza Italia, in casa loro, possa riuscire a fare ordine rispetto a chi deve essere il protagonista».
La ricandidatura? «Se ne parla tra un mese»
Quanto a un Schifani-bis, il presidente dell’Ars invita ad aspettare: «Non è un tema di questo momento. È una domanda che si potrà fare tra un mese, perché allora si capirà se c’è una maggioranza» in grado di sgombrare il campo dalle «voci insistenti», oppure se queste «dovrebbero rivelarsi una minaccia, anche in aula, rispetto alla manovra». Quel passaggio, conclude, «rappresenta una timeline, un momento di riflessione: attendiamo quello che accade e poi faremo le valutazioni».
