Il ministro Mazzi all’Etna Forum di Ragalna traccia la rotta del turismo siciliano
Il ministro Gianmarco Mazzi a Ragalna per l’Etna Forum: dati sul turismo in Sicilia, gestione dell’emergenza cenere e nuovo profilo del turista tecnologico.
Il turismo vale il 13% del Pil italiano e, contando l’indotto, potrebbe arrivare fino al 25%. È uno dei temi al centro dell’Etna Forum, dove il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi è intervenuto durante la quarta giornata dell’evento a Ragalna, in provincia di Catania, intervistato dal direttore dell’Agenzia Italpress Gaspare Borsellino.
Il turismo come piattaforma industriale
Mazzi ha insistito sul peso economico del settore, chiedendo un cambio di prospettiva a livello europeo. «Il turismo è un’industria. Industria non in senso tecnico, ma è industria perché ha un peso fortissimo sul pil, pesa per il 13%. Con tutto l’indotto si pensa possa arrivare al 25%. Un quarto del Prodotto Interno Lordo. Dobbiamo riuscire a farlo capire in Europa. Il turismo non può essere considerato come una somma di attività. Bisogna considerarlo come una piattaforma industriale», ha detto il ministro.
Il turista tecnologico
Non basta parlare di numeri, secondo Mazzi. Il vero cambiamento riguarda chi viaggia. «La risorsa non è il turismo. La vera risorsa è il turista che è cambiato negli ultimi vent’anni. Oggi il turista è tecnologico, parte già sapendo dove vuole andare, ha tutte le applicazioni. I più tecnologici sono coloro che sono affezionati al cicloturismo, all’enoturismo. Questo ci obbliga a cambiare approccio. Il turista ha due valori: il denaro che porta e l’esperienza che sapremo consegnare», ha spiegato.
L’Etna e la gestione dell’emergenza cenere
Un capitolo a parte lo merita il vulcano, richiamato più volte durante l’incontro. La recente eruzione dell’Etna aveva fermato i voli dall’aeroporto di Catania, e su questo Mazzi ha indicato una linea da seguire. «I turisti vengono in Sicilia grazie all’Etna. Quello che è successo, con l’eruzione, non deve sorprenderci. Tutto deve essere gestito non come un’emergenza. Pensiamo ad una cabina di regia tra Protezione Civile, Sac, Regione e associazioni del turismo. Unendosi tutti, facendo squadra, possiamo realizzare procedure che, alla prima cenere, possano essere attuate», ha proseguito il ministro. Il turista, ha aggiunto, «non vuole solo vedere la cartolina ma frequentare il territorio, vivere l’esperienza che vivono gli abitanti. Occorre informare per tempo, dare sicurezza e avere la capacità di narrare l’emergenza come attrattore».
I dati sul riempimento delle strutture in Sicilia
Nonostante i disagi legati all’eruzione, i numeri del turismo in Sicilia restano alti secondo il ministro. «Sono eccezionali. Se non ci fosse stata la situazione di emergenza dell’Etna, per Catania sarebbero stati meglio», ha evidenziato Mazzi. Ad agosto il tasso di saturazione registrato dalle principali piattaforme internazionali in Sicilia è stato del 68%, contro una media nazionale del 52%.
