L’ultimo saluto a Noemi Impellizzeri, la madre chiede soltanto chiarezza
I funerali nella basilica di San Pietro a Riposto. Sul caso è aperta un’inchiesta della procura, con una persona indagata. La madre chiede soltanto che venga fatta chiarezza.
Le note dell’Ave Maria hanno accompagnato la bara bianca di Noemi Impellizzeri, 34 anni, nella basilica di San Pietro a Riposto. In prima fila la famiglia. Attorno, chi ha voluto esserci.
Un funerale dice sempre qualcosa che va oltre il momento. Dice che una comunità sa ancora stringersi attorno a chi soffre. Che davanti al dolore di una madre, di una sorella, di un fratello, la gente non gira la testa dall’altra parte. Si presenta. Sta lì, in silenzio, e basta la presenza.
Le indagini in corso
Noemi è stata trovata senza vita nella sua abitazione il 23 agosto. Sul caso è aperta un’inchiesta della procura, con una persona iscritta nel registro degli indagati. L’autopsia è stata eseguita. Si attende ora l’esito della perizia del medico legale nominato dalla procura, insieme agli altri accertamenti tecnici in corso. Tra questi anche l’acquisizione delle immagini delle telecamere della zona.
I legali della famiglia hanno chiarito che il perito di parte ha assistito all’autopsia e che, a loro avviso, ci sono elementi da approfondire. Il legale della persona indagata sostiene invece la totale estraneità del suo assistito, che si è messo a disposizione degli inquirenti fin dal primo momento consegnando telefoni e materiale utile alle verifiche.
Sono posizioni distanti. Sarà la magistratura a stabilire come sono andate le cose, con i tempi e i modi che la legge prevede. Nessuno oggi può anticipare quel lavoro.
La richiesta della famiglia
I legali della famiglia hanno chiesto discrezione. Hanno chiesto di poter elaborare il lutto in privato, senza clamore. È una richiesta che merita rispetto. Nel momento in cui una notizia diventa caso, la persona rischia di scomparire dietro le ricostruzioni. Prima di ogni ricostruzione c’è una ragazza di 34 anni, con una famiglia che le voleva bene e che oggi deve imparare a vivere senza di lei.
Le parole della madre, davanti alla chiesa, erano spezzate dal pianto. Chiedeva soltanto che venga fatta chiarezza. Nient’altro. Nessuna vendetta, nessun proclama.
È una richiesta semplice e giusta. E l’unico modo per rispondere è lasciare lavorare chi indaga, senza sovrapporre voci, senza costruire verità parallele prima che quella vera arrivi.
Quello che resta
Nel frattempo resta quello che è successo dentro quella chiesa. Persone in piedi per una ragazza che non tutti conoscevano, ma che tutti hanno voluto salutare.
