Pedonalizzazione Castello Ursino: Mpa chiede confronto
Mpa Catania denuncia criticità due anni dopo la chiusura al traffico: piazza deserta la sera, parcheggi scarsi e sicurezza carente.
Due anni dopo la chiusura al traffico, la pedonalizzazione Castello Ursino torna al centro del dibattito politico catanese. Il Movimento per l’Autonomia chiede conto dei risultati: la piazza si svuota la sera, i locali faticano, i parcheggi restano insufficienti e l’area è percepita come poco sicura. Da qui la richiesta di un tavolo di confronto che coinvolga residenti, commercianti e istituzioni.
Pedonalizzazione Castello Ursino, le critiche dell’Mpa
A firmare la presa di posizione sono la coordinatrice Pina Alberghina, i consiglieri comunali Bruno Brucchieri, Simona Latino e Giuseppe Nicotra, e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi. Il movimento precisa di non aver mai avversato il principio della zona pedonale, ma di aver più volte segnalato che servivano misure di accompagnamento concrete.
«Sin dal primo momento il nostro movimento, pur condividendo nel merito il principio della pedonalizzazione, ha richiamato l’Amministrazione sulla necessità di accompagnare questo percorso con interventi concreti e con una reale concertazione con residenti, esercenti e categorie economiche. Abbiamo inoltre evidenziato più volte la necessità di affrontare seriamente l’annoso problema dei parcheggi, che continua a incidere in maniera rilevante sulla vivibilità e sull’accessibilità della nostra città».
Il quadro descritto dagli autonomisti riguarda soprattutto le ore serali: «I mesi trascorsi dalla chiusura della piazza, soprattutto durante il periodo estivo, ci hanno restituito un quadro che non può essere ignorato: una piazza semivuota nelle ore serali, locali con poca clientela, controlli non sufficienti e un’area percepita come poco sicura da turisti, residenti e famiglie. A ciò si aggiunge la questione dei parcheggi, ancora insufficienti, nonostante gli sforzi compiuti, oppure poco funzionali per chi arriva da fuori per pernottare o anche soltanto per trascorrere una serata nella zona».
«La pedonalizzazione deve essere l’infrastruttura, non il progetto finale»
Sul piano dei principi, l’Mpa non contesta la scelta di pedonalizzare, ma ne critica l’applicazione. «La sostenibilità non può consistere soltanto nell’impedire alle automobili di arrivare. Deve significare mettere cittadini e visitatori nelle condizioni di raggiungere facilmente l’area, lasciare l’auto fuori dal centro storico, utilizzare il trasporto pubblico e vivere a piedi il patrimonio della città. La pedonalizzazione deve essere l’infrastruttura, non il progetto finale».
A sostegno della propria posizione, il movimento cita anche un’esperienza internazionale: «Anche un recente studio condotto sul caso di Barcellona mostra come la sola pedonalizzazione non determini necessariamente una completa trasformazione commerciale dell’area interessata. A incidere sono anche altri fattori, come la pressione turistica, la qualità dei collegamenti, i servizi disponibili e le funzioni presenti nel territorio».
Il piano: parcheggi, navetta serale e presidi fissi
L’Mpa sta preparando una proposta da condividere con i propri parlamentari regionali e con gli assessori comunali Serena Spoto e Orazio Grasso. Le misure indicate sono specifiche. «La proposta dovrà partire da un’attenta verifica del sistema dei parcheggi, della segnaletica, della sicurezza e dell’illuminazione. Occorrerà inoltre valutare il potenziamento della navetta serale e la disponibilità di aree di sosta custodite e a pagamento nelle vicinanze della piazza. La piena vivibilità dell’area dovrà essere garantita anche attraverso presìdi fissi nelle ore serali, così da contrastare i fenomeni di microcriminalità e restituire sicurezza a residenti, famiglie, visitatori e operatori economici».
Sul fronte economico, il movimento chiede misure di ristoro per le attività colpite dal calo di fatturato: «Riteniamo necessario intervenire, anche d’intesa con la Regione Siciliana e seguendo esperienze già adottate in altre città italiane, per riconoscere un credito compensativo alle attività che hanno registrato un calo del fatturato in seguito alla pedonalizzazione. Dovrà essere valutato, ove necessario, anche un alleggerimento del carico fiscale e burocratico locale per gli operatori maggiormente penalizzati».
La richiesta: un tavolo aperto anche oltre il Comune
La chiusura del documento è un appello diretto all’Amministrazione. «Chiederemo l’apertura di un tavolo di confronto con residenti, commercianti, categorie economiche e istituzioni, che vada anche oltre il perimetro comunale. L’obiettivo non è tornare indietro rispetto alla pedonalizzazione, ma correggerne le criticità e restituire alla piazza la sua autentica vocazione storica, culturale e artistica».
Il movimento chiede anche una programmazione stabile di eventi culturali e di intrattenimento nell’area, con cadenza continuativa e non episodica.
