Università di Catania: convegno sul futuro dell’informazione e dell’intelligenza artificiale
Università Catania
L’informazione nell’era digitale e dell’IA: a Catania il confronto tra editori e accademici. Al centro del convegno “Cultura è Libertà” la sfida della qualità nell’era dei social network e dell’intelligenza artificiale: Salvatore Palella annuncia il rilancio del quotidiano “La Sicilia” tra innovazione tecnologica e sbarco nelle grandi città italiane.
L’aula magna “Santo Mazzarino” dell’Università di Catania ha ospitato il convegno “Cultura è Libertà. Il ruolo dell’informazione nell’era digitale e dell’Intelligenza artificiale”. L’evento, promosso dal Centro di documentazione, ricerca e studi sulla cultura dei rischi in sinergia con l’ateneo etneo, ha analizzato la radicale trasformazione del settore mediatico. Introdotto dal rettore Enrico Foti, il dibattito ha evidenziato come, nonostante il primato di internet e dei social, i media tradizionali conservino una funzione civile insostituibile nel garantire consapevolezza e contrastare la disinformazione.
Editoria e innovazione: la strategia di Salvatore Palella
Particolare attenzione è stata rivolta all’intervento di Salvatore Palella, imprenditore ed editore del quotidiano “La Sicilia”. Palella ha illustrato un ambizioso piano di rilancio che punta sull’integrazione tra carta stampata, nuove tecnologie e piattaforme social per modernizzare l’offerta informativa. L’editore ha annunciato investimenti mirati per espandere la presenza dello storico giornale oltre i confini isolani, puntando a presidiare mercati strategici come Milano e Roma, confermando la volontà di trasformare il retail informativo in un ecosistema digitale evoluto.
Il ruolo dell’IA e del giornalismo d’inchiesta
La tavola rotonda, coordinata dalla prorettrice Lina Scalisi, ha sviscerato le opportunità e le insidie dell’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione. Il professore Davide Bennato ha messo in guardia sui rischi etici legati all’IA, mentre Pierluigi Di Rosa (Sud Press) ha rivendicato il valore del giornalismo d’inchiesta come presidio degli interessi collettivi. Sulla stessa linea, Carlo Alberto Tregua (Quotidiano di Sicilia) e Piero Martello (Lavoro Diritti Europa) hanno ribadito l’importanza della carta stampata e delle riviste scientifiche per la diffusione di saperi certificati e approfonditi.
Cultura, libertà e partecipazione democratica
Il presidente del Centro di documentazione, Antonio Pogliese, ha aperto i lavori con una riflessione sul legame tra istruzione e democrazia, lanciando un monito sulla bassa partecipazione al voto correlata ai livelli culturali medi. L’informazione di qualità emerge dunque non solo come prodotto editoriale, ma come pilastro della libertà civile. La sfida per i professionisti del domani sarà quella di abitare la rivoluzione digitale senza smarrire l’etica della verifica, utilizzando l’IA come strumento di potenziamento e non di sostituzione del pensiero critico.
