Nobili e pescatori nello stesso vicolo: il fascino senza tempo della Civita, cuore aristocratico e popolare
Tra i fasti di Palazzo Biscari e le reti dei pescatori: ritratto di un rione che resiste alla modernità, dove i panni stesi convivono con la movida.
La Civita, il “balcone” di Catania sul mare: storia di un’aristocrazia popolare che custodisce l’anima più verace della città a due passi dagli Archi della Marina.
Se San Berillo è il ventre nascosto della città, la Civita ne è il balcone affacciato sul mare, un luogo dove la salsedine si mescola all’odore del basilico e della pietra lavica riscaldata dal sole. Incastonata tra il porto, gli Archi della Marina e la maestosa Piazza Cutelli, la Civita rappresenta una delle contraddizioni più affascinanti di Catania: è il quartiere dove l’aristocrazia più alta e il popolo più verace hanno vissuto per secoli gomito a gomito, separati solo da una rampa di scale o da un portone.
Il simbolo di questa convivenza è il Palazzo Biscari, gioiello del barocco siciliano, che con le sue volute e i suoi putti di pietra domina le casette basse dei pescatori e degli artigiani. Qui, nel dedalo di viuzze che circondano Piazza Duca di Genova, il tempo scorre con un ritmo diverso. È il regno della “catanesità” più autentica, quella delle sedie portate in strada al tramonto per cercare il fresco, delle porte lasciate aperte in segno di fiducia, dei panni stesi che sventolano come bandiere di un’identità domestica orgogliosa.
Negli ultimi anni, la Civita ha vissuto una profonda trasformazione. La vicinanza con il Teatro Massimo Bellini l’ha resa una delle zone nevralgiche della movida catanese. Pub, bistrot e locali di tendenza hanno occupato vecchie botteghe, portando nuova linfa e un pubblico giovane tra i vicoli storici. Eppure, a differenza di altre zone gentrificate, la Civita non ha venduto l’anima. La mattina presto, prima che si alzino le saracinesche dei locali notturni, il quartiere appartiene ancora ai suoi abitanti storici, alle signore che vanno a fare la spesa alla “Pescheria” vicina e agli anziani che ricordano quando il mare arrivava fin sotto le case.
Custode di una devozione antica, testimoniata dalle edicole votive sempre illuminate e dalla sentita festa della Madonna della Civita, il quartiere è un esempio di resistenza urbana. Nonostante il caos del traffico circostante e i cambiamenti del tessuto commerciale, questo rione rimane un’isola felice, un labirinto di pietra e umanità dove Catania si guarda allo specchio e riconosce ancora il suo volto più antico e nobile.
