Fondo solidarietà comunale: l’interrogazione dell’on. Lombardo per il superamento della spesa storica

Fondo di solidarietà comunale, gli Autonomisti all’attacco: «Basta disparità, la Sicilia non è una regione di serie B». L’onorevole Giuseppe Lombardo presenta un’interrogazione parlamentare per scardinare il criterio della spesa storica e sbloccare 200 milioni di euro annui sottratti ai comuni dell’Isola.

Una battaglia per l’equità fiscale e la dignità istituzionale scuote il Parlamento siciliano. In data 25 marzo 2026, l’onorevole Giuseppe Lombardo, insieme ai colleghi del gruppo autonomista, ha formalizzato un’interrogazione parlamentare rivolta al Governo della Regione Siciliana. L’obiettivo è sollecitare un intervento urgente presso l’esecutivo nazionale per rivedere i criteri di ripartizione del Fondo di solidarietà comunale, superando definitivamente l’anacronistico parametro della “spesa storica” a favore dei “fabbisogni standard”.

Un federalismo incompiuto: il gap con il resto d’Italia

Il Fondo, istituito nel 2012 nel solco della riforma del federalismo fiscale (legge 42/2009), non sarebbe mai stato realmente applicato in Sicilia secondo criteri perequativi. Mentre nelle regioni a statuto ordinario è stato avviato un percorso di redistribuzione basato sulle reali necessità dei territori, i comuni siciliani resterebbero intrappolati in un sistema che cristallizza le disuguaglianze. «È inaccettabile la disparità di trattamento», denuncia Lombardo, sottolineando come la Sicilia venga esclusi dai meccanismi di riequilibrio applicati nel resto del Paese.

L’allarme dell’ANCI: persi 200 milioni ogni anno

Le ricadute economiche di questa mancata riforma sono pesantissime. Secondo i dati forniti dall’ANCI, i comuni dell’Isola subiscono una perdita strutturale di almeno 200 milioni di euro l’anno. Una cifra che, secondo il deputato autonomista, si traduce nell’impossibilità di garantire servizi essenziali ai cittadini e nel blocco di ogni prospettiva di sviluppo. «Non tolleriamo più ambiguità o rinvii», incalza Lombardo, chiedendo la piena attuazione delle norme statutarie rimaste per troppo tempo “lettera morta”.

La richiesta: dignità e uguaglianza

L’interrogazione punta a ristabilire condizioni di reale uguaglianza all’interno del sistema Paese, rivendicando per la Sicilia ciò che spetta di diritto. Per l’on. Lombardo, si tratta di una questione di giustizia sociale: «È il momento di colmare questo divario e smettere di trattare la Sicilia come una realtà di serie B».