Comitato festa Sant’Agata difende l’organizzazione delle celebrazioni giubilari

Il Comitato per la festa di Sant’Agata risponde alle critiche sul contingentamento in piazza Duomo: nessun invito privato, regole imposte dal Ministero dell’Interno.

Il Comitato scende in campo sulle polemiche festa Sant’Agata

Transenne, ingressi contingentati, piazza Duomo divisa in settori: le polemiche festa Sant’Agata hanno accompagnato le celebrazioni per il Giubileo agatino del IX centenario della traslazione delle reliquie, lasciando strascichi accesi sui social. Alcune voci parlavano di favoritismi nell’assegnazione dei posti, di inviti privati per il Pontificale del 17 agosto, di decisioni calate dall’alto senza informare i fedeli. Il Comitato per la festa di Sant’Agata ha scelto di rispondere punto per punto, con una nota che definisce tutto questo un insieme di «sterili polemiche esplose sui social».

Chi ha deciso il contingentamento e perché

La prima precisazione riguarda le responsabilità. L’organizzazione delle misure di sicurezza, scrive il Comitato, non compete al sindaco ma all’organismo stesso, «nel rispetto della legge e delle indicazioni impartite dalla Questura e dal prefetto». Quest’anno la complessità era maggiore: la partecipazione di devoti, cittadini e turisti è cresciuta rispetto agli anni precedenti, e la presenza del cardinale Pietro Parolin, legato pontificio in rappresentanza del Papa, ha richiesto misure di sicurezza straordinarie.

Le transenne in piazza Duomo e piazza Università non sono state una scelta discrezionale. Il Comitato cita esplicitamente le circolari del Ministero dell’Interno del 2018 e la numero 191654 del 19 gennaio 2026, cosiddetta «Piantedosi», che impone verifiche stringenti da parte di Questura e Prefettura sui limiti di affluenza. «La scelta di transennare non è stata del Comitato e meno che mai del sindaco».

I numeri del Pontificale in piazza

Sul Pontificale serale del 17 agosto, al quale ha presieduto il cardinale Parolin, il Comitato fornisce cifre precise. I posti a sedere erano 4.200. Di questi, 300 erano riservati alle autorità civili e militari e ai canonici della diocesi. I restanti 3.900 sono stati messi a disposizione della cittadinanza, «ed infatti sono stati fatti entrare i cittadini fino alla capienza massima». Sulla questione degli inviti, la nota è netta: «la partecipazione al pontificale non ha mai previsto inviti privati, ma solo un elenco nominativo delle autorità che avrebbero presenziato».

Un calendario pubblicato con un mese di anticipo

Un’altra contestazione riguardava la comunicazione, giudicata carente da alcuni fedeli rimasti fuori dalla cattedrale dopo la funzione serale. Il Comitato replica che l’entrata del busto reliquiario a porte chiuse era stata annunciata sin dal 10 luglio, data di pubblicazione del calendario agatino, con oltre un mese di anticipo rispetto agli anni scorsi. Per garantire comunque la venerazione, era stata prevista un’uscita straordinaria del busto reliquiario il 18 agosto alle ore 10, con rientro alle 13, a cui hanno partecipato «moltissimi fedeli».

Un anno straordinario, dalle scuole alla Puglia

Il Comitato ricorda anche l’ampiezza del programma giubilare. Le reliquie di Sant’Agata hanno visitato scuole, ospedali e chiese di tutta la diocesi, sono salite sull’Etna e sono arrivate in Puglia, a Galatina e Gallipoli, per sancire un gemellaggio nel segno della devozione comune. Il 21 e 22 luglio si era tenuta l’ostensione pubblica del busto reliquiario restaurato. Il 16 agosto, in ricordo dello sbarco delle reliquie ad Aci Castello nel 1126, le reliquie erano state esposte in piazza Castello fino all’alba.