Catania, il progetto “Teatri Riflessi” porta la danza d’autore nel cuore di San Berillo

San Berillo si trasforma in palcoscenico di protesta civile con “Teatri Riflessi”: la danza di Daniele Ninarello rompe il silenzio sulle ferite del quartiere. Un’onda di “corpi diversi” ha attraversato le strade del rione storico di Catania per rivendicare l’umanità oltre i progetti urbanistici, rifiutando la retorica del riscatto sociale per porre l’accento sulla coesione e sulla presenza dei margini.

Il quartiere di San Berillo è stato il cuore di una protesta performativa fuori dagli schemi. Sabato 18 aprile, il coreografo Daniele Ninarello ha guidato l’azione “NOBODY NOBODY NOBODY. It’s ok not to be ok / Collective Experience”, un evento inserito nel progetto Teatri Riflessi e curato da IterCulture APS. L’iniziativa, riconosciuta dal Ministero della Cultura, ha coinvolto residenti, migranti ed ex lavoratori del sesso in una “protesta danzata” volta a riappropriarsi del tessuto cittadino lontano dalle logiche della gentrificazione.

Oltre la riqualificazione: il corpo come atto di dissenso

Il progetto, nato dalla collaborazione tra Ninarello e la sociologa Mariella Popolla, ha voluto scardinare la narrazione del “degrado da eliminare”. Attraverso un’onda coreografica che ha attraversato le vie “sventrate” del quartiere, i partecipanti hanno trasformato il senso di emarginazione in un momento di forte coesione sociale. Gli organizzatori hanno sottolineato come l’obiettivo non fosse proporre una redenzione, ma affermare l’esistenza di corpi e storie in uno spazio spesso vittima di strategie urbanistiche che dimenticano l’elemento umano.

Un network di eccellenza per il territorio

L’evento si inserisce nel nuovo contenitore festivaliero “Assaggi di Primavera”, che vede IterCulture APS rappresentare la Sicilia in network nazionali come Anticorpi XL e all’interno di realtà come ADEP e REACT. La performance è stata realizzata in sinergia con la Cooperativa Sociale Trame di Quartiere, inserendosi in un percorso ecomuseale che utilizza l’arte come strumento di impegno civico e cura del territorio. L’iniziativa ha goduto del sostegno di diverse istituzioni, tra cui la Regione Siciliana e il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo.