Nel corso del 2025 la Polizia di Stato ha restituito ai proprietari 487 veicoli rubati tra Catania e provincia, sottraendo migliaia di euro al mercato nero.
Un bilancio significativo quello tracciato dalla Polizia di Stato di Catania sul fronte del contrasto ai furti di auto e moto. Nel corso dell’intero 2025, grazie a un’attività costante di controllo del territorio, sono stati recuperati e restituiti ai legittimi proprietari circa 500 veicoli, tra città e provincia. Un risultato frutto di un lavoro quotidiano, sviluppato non solo a seguito delle denunce presentate dalle vittime, ma anche attraverso una capillare azione preventiva.
L’attività di pattugliamento ha coinvolto gli agenti della squadra volanti, delle motovolanti e le pattuglie a cavallo della Questura, impegnate in servizi di perlustrazione mirati nelle aree maggiormente esposte al fenomeno dei furti di veicoli. Un dispositivo che ha consentito di intercettare numerosi mezzi sottratti prima che finissero nei circuiti della ricettazione.
Solo negli ultimi giorni dell’anno, i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno recuperato sette veicoli risultati di provenienza furtiva dopo i controlli effettuati tramite un sistema avanzato di rilevamento targhe. In alcuni casi i ladri sono stati sorpresi mentre erano ancora in azione, in altri il rinvenimento è arrivato al termine di rapide attività investigative che hanno permesso di localizzare i mezzi in tempi molto brevi.
Il dato complessivo parla di 487 veicoli rinvenuti e riconsegnati nel corso del 2025. Quando i proprietari non hanno potuto raggiungere immediatamente il luogo del ritrovamento, i mezzi sono stati temporaneamente affidati a depositi autorizzati, in attesa della restituzione formale.
In numerose circostanze, sono stati gli stessi agenti a informare direttamente i proprietari dell’avvenuto furto e del successivo recupero, quando questi non avevano ancora sporto denuncia perché ignari di quanto accaduto. Episodi che si sono spesso conclusi con manifestazioni di gratitudine da parte dei cittadini nei confronti della Polizia.
L’efficacia degli interventi ha consentito di recuperare i veicoli in condizioni integre, prima che venissero smontati per alimentare il mercato illegale dei pezzi di ricambio, sottraendo così svariate migliaia di euro alla criminalità. Allo stesso tempo, la profonda conoscenza del territorio ha permesso agli agenti di contrastare anche il fenomeno del cosiddetto “cavallo di ritorno”, la pratica estorsiva che prevede la restituzione del mezzo dietro il pagamento di una somma di denaro.
Un’attività che conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine sul fronte dei reati predatori e la centralità della prevenzione come strumento fondamentale per la tutela dei cittadini.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
