Guardia di Finanza Catania: 45 lavoratori in nero nelle zone turistiche
GdF Catania: 45 lavoratori in nero, 10 attività sospese e 35 scontrini mai emessi tra lidi, ristoranti e pub durante i controlli estivi.
Lavoro nero Catania GdF: 45 dipendenti senza contratto
Nella prima metà di agosto il fenomeno del lavoro nero Catania GdF è finito al centro di una vasta operazione di controllo condotta dalla Guardia di Finanza di Catania, che ha passato al setaccio le zone a maggiore concentrazione turistica della provincia. Nel mirino i lidi balneari, i ristoranti, le pizzerie, i pub e altri esercizi di somministrazione, oltre ad autolavaggi e distributori di carburante nelle aree costiere di Plaia di Catania, Aci Castello e Santa Tecla e nei comuni pedemontani di Mascalucia, Nicolosi e Belpasso.
Il bilancio è pesante. Su oltre 150 lavoratori identificati complessivamente, 45 erano completamente in nero: nessuna comunicazione preventiva di assunzione, nessuna delle tutele che la legge garantisce ai dipendenti regolari. Per 10 datori di lavoro, nei cui locali i lavoratori privi di contratto superavano il 10% del totale degli addetti, le Fiamme Gialle hanno proposto alle autorità competenti la sospensione immediata dell’attività commerciale e sanzioni comprese tra 2.500 e 5.000 euro.
Anche 22 assunti a part-time ma impiegati a tempo pieno
A fianco dei lavoratori totalmente privi di contratto, i controlli hanno fatto emergere un’altra pratica diffusa: 22 lavoratori risultavano formalmente assunti a tempo parziale ma di fatto impiegati a orario pieno. Una forma di irregolarità che abbassa artificialmente il costo del lavoro per il datore e priva il dipendente di parte della retribuzione e dei contributi previdenziali cui avrebbe diritto. Si tratta di una distorsione particolarmente insidiosa perché, a differenza del lavoro completamente sommerso, risulta difficile da individuare senza un’analisi approfondita degli orari effettivi e delle buste paga.
Scontrini omessi e registratori di cassa fuori norma
Le verifiche fiscali hanno prodotto risultati altrettanto significativi. I finanzieri del I Gruppo e delle Compagnie di Acireale e Paternò hanno verbalizzato 27 operatori per l’omessa installazione del misuratore fiscale, 9 per il mancato collegamento del registratore di cassa al POS e 35 per la mancata emissione di scontrino o ricevuta fiscale. Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante nelle zone ad alto flusso turistico estivo, dove l’elevato numero di transazioni in contanti può favorire comportamenti evasivi difficilmente tracciabili senza un controllo diretto sul posto.
In campo anche gli allievi marescialli della scuola di L’Aquila
All’operazione hanno partecipato anche 20 allievi marescialli tirocinanti del 96° corso “Brennero III”, provenienti dalla Scuola Ispettori e Sovrintendenti di L’Aquila, impegnati a supporto dei reparti territoriali etnei per questa prima parte del mese di agosto. La loro presenza ha consentito di ampliare il raggio d’azione dei controlli, garantendo una copertura più capillare del territorio provinciale nei giorni di maggiore afflusso turistico.
L’obiettivo: tutelare chi rispetta le regole
Secondo il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, l’intensificazione dei controlli estivi risponde a una logica precisa: colpire il sommerso significa proteggere i lavoratori privi di garanzie, ma anche difendere le imprese che operano in regola da una concorrenza sleale alimentata dall’evasione fiscale e contributiva. Il presidio del territorio in chiave economico-finanziaria, sottolineano le Fiamme Gialle, non si esaurisce nella stagione estiva ma rappresenta un impegno continuativo a tutela della legalità e della collettività.
