Centrodestra siciliano, è scontro Lega-Mpa sul bando agricoltura
Sammartino tira dritto sul bando, Lombardo lo accusa di «abuso». E Minardo (FI) gela le ipotesi di voto anticipato: «Si governa fino al 2027».
Si allargano le crepe nella maggioranza di centrodestra in Sicilia e tra Lega e Mpa è ormai muro contro muro. All’origine, la decisione del vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, di andare dritto sul bando per gli investimenti nell’innovazione delle imprese agricole, nonostante la mozione del Pd approvata all’Ars anche con il voto degli autonomisti. L’Mpa chiedeva di rivedere la soglia minima di investimento di 250 mila euro, che taglia fuori le piccole realtà, o quanto meno di riservare loro una quota dei fondi.
La linea di Sammartino
L’assessore ha convocato la stampa per rivendicare la propria scelta: «Abbiamo tracciato una strada dalla quale non si torna indietro». Senza mai nominare l’Mpa, ha aggiunto: «Ho piacere che di agricoltura si parli anche nei corridoi dell’Ars; gli amici del Pd e anche pezzi di maggioranza hanno avanzato richieste magari non avendo ben chiaro il quadro dell’agricoltura siciliana. Abbiamo detto basta ai contributi a pioggia per favorire gli investimenti produttivi». Toni in apparenza concilianti, quelli usati con i giornalisti: «Normale dialettica costruttiva, evidentemente qualcuno ha preso un abbaglio. Se al bando hanno risposto 1.100 aziende per richieste che valgono oltre un miliardo, significa che il provvedimento era valido». Poi un’apertura: «Potremo prevedere altre somme per le aziende più piccole, l’agricoltura non è di destra o di sinistra».
L’affondo di Lombardo
Di tutt’altro tenore la replica del leader autonomista Raffaele Lombardo: «L’Ars non è un circolo di tressette, e lì la maggioranza aveva chiesto la proroga dei termini dei bandi e una maggiore attenzione alle piccole imprese, le uniche realtà esistenti nelle aree interne. Non ci resta che prendere atto di questo abuso». Sulla mozione contro Sammartino presentata dalle opposizioni, Lombardo frena: «Avremmo grande difficoltà a votarla, perché siamo persone serie, ma avremmo preferito che il presidente della Regione facesse rispettare il volere dell’assemblea». E lega il malessere a un secondo dossier, quello di Serradifalco: «Al tavolo avevamo chiesto due cose: evitare la violazione della mozione sui bandi e quella di legge a Serradifalco, con il terzo mandato di Burgio». Da qui l’avvertimento sulla tenuta del governo: «La nostra lealtà è verso i cittadini siciliani. Resteremo nel governo se ci sarà rispetto delle leggi e del parlamento, attenzione alla legalità e un miglioramento nella sanità».
Sammartino, una stoccata a Musumeci e l’apertura a De Luca
Il leghista non ha risparmiato una frecciata alla precedente giunta: «Al nostro insediamento abbiamo trovato un miliardo di euro non spesi della programmazione comunitaria; lo abbiamo usato tutto». E ha risposto a Cateno De Luca, che nei giorni scorsi aveva ipotizzato un suo passaggio a Forza Italia: «Ringrazio Matteo Salvini per avermi voluto nel comitato ristretto con i governatori. Mi auguro che De Luca trovi casa, spero nel centrodestra: è un ottimo amministratore, spero che possa trovare casa nel mio partito».
Minardo gela il voto anticipato
A spazzare via le ipotesi di elezioni anticipate è il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo. In un’intervista a Repubblica ribadisce: «La legislatura scade nel 2027, vogliamo governare senza guardare l’orologio». Sui casi giudiziari che hanno coinvolto deputati e sindaci richiama una «questione di selezione della classe dirigente»: «Non basta saper raccogliere consenso: la qualità delle persone, il senso delle istituzioni e il rispetto delle regole devono tornare a essere criteri centrali. Per questo parlo di rigenerazione della classe dirigente». Quanto alle tensioni interne al partito, le ridimensiona: «Nei partiti vivi si discute, nei partiti spenti no. Le idee possono essere diverse, ma il progetto deve restare comune».
«Esiste una sola Forza Italia»
Sul dopo Schifani e sulle ambizioni di chi scalpita, Minardo invita alla calma con un’immagine: «Da studenti guardavamo l’orologio aspettando la campanella, poi scoprivamo di rischiare di perderci la lezione. Una parte della politica siciliana sta commettendo lo stesso errore». Conferma la stima per Giorgio Mulè e Marco Falcone, «due esponenti di grande qualità», ma chiude: «Il tema delle candidature non è all’ordine del giorno. Esiste una sola Forza Italia, e stiamo già lavorando alla lista del nostro partito». Sulle variazioni di bilancio respinge la definizione di «mancette»: «Le variazioni servono a destinare ai cittadini risorse che la Regione ha grazie al risanamento dei conti. Guardo con interesse alla proposta dell’assessore Dagnino di istituire un Fondo per le iniziative territoriali con limiti precisi». Infine, su De Luca e Roberto Vannacci, distingue: «De Luca ha un suo radicamento, una granita con lui a Taormina la prenderei sicuramente. Vannacci, invece, si sta impegnando molto a distinguersi da Forza Italia e dai valori che rappresentiamo».
