Catania-Ascoli, indagini sui disordini allo stadio: la Digos denuncia sette tifosi
La Polizia di Stato ha deferito in stato di libertà altri sette tifosi etnei in relazione ai disordini scoppiati allo stadio “Angelo Massimino” durante la sfida Catania-Ascoli dello scorso 27 maggio. Gli indagati sono stati identificati dai poliziotti della Digos grazie all’analisi delle riprese di videosorveglianza mentre lanciavano fumogeni e petardi sul terreno di gioco.
Il dispositivo di controllo e repressione delle condotte illecite all’interno degli impianti sportivi fa registrare un nuovo importante sviluppo investigativo. I poliziotti della Digos della Questura di Catania hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria altri sette sostenitori della squadra calcistica locale. L’ipotesi investigativa della Procura della Repubblica contesta ai soggetti, a vario titolo, le violazioni delle normative speciali in materia di ordine pubblico durante le manifestazioni sportive, con particolare riferimento all’accensione e al lancio di materiale pericoloso all’indirizzo del rettangolo di gioco.
I disordini al Massimino durante i play-off
I fatti oggetto degli accertamenti si sono verificati il 27 maggio presso l’impianto di piazza Spedini, in occasione del match tra Catania e Ascoli. Durante gli ultimi minuti della partita, nonostante la compagine di casa si trovasse in vantaggio per 2-1, all’interno del catino monumentale è sorta una violenta contestazione da parte delle frange ultras, determinata dalla sfiorata qualificazione alla finale dei play-off.
Dalle curve e dal settore della Tribuna B è partito un fitto e pericoloso lancio di fumogeni e grossi petardi diretti verso il terreno di gioco e la pista di atletica. Le deflagrazioni hanno generato una situazione di manifesto pericolo per l’incolumità fisica degli atleti, dei Vigili del Fuoco e degli agenti della Digos impegnati a bordo campo, costringendo i pompieri a ripetuti interventi d’emergenza.
L’analisi della Polizia Scientifica e le identificazioni
L’attività d’indagine della Questura, che nei giorni scorsi aveva già portato all’arresto di due ultras in flagranza differita, ha subìto un’accelerazione grazie al supporto tecnico del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica. I poliziotti hanno analizzato minuziosamente i singoli frame dei filmati estratti dal sistema di videosorveglianza dello stadio, riuscendo a isolare i movimenti dei responsabili.
Gli indagati individuati hanno un’età compresa tra i 23 e i 43 anni: nello specifico, si tratta di cinque spettatori posizionati in Tribuna B (rispettivamente nati nel 2001, 1992, 1983, 1996 e 2003), un ultras della Curva Sud (classe 2000) e un frequentatore della Curva Nord (classe 1995).
In arrivo i Daspo della Divisione Anticrimine
Oltre al deferimento in sede penale, per tutti e sette i denunciati è stata avviata l’attività istruttoria da parte della Divisione Polizia Anticrimine volta all’emissione del provvedimento di Daspo. La durata del divieto di accesso alle manifestazioni sportive sarà calibrata dal Questore in base alle singole responsabilità e agli eventuali precedenti di polizia di ciascun tifoso.
Nel frattempo, la Questura ha confermato che ai due ultras tratti in arresto nelle scorse settimane è già stato notificato un Daspo della durata di cinque anni, mentre per altri due supporter, trovati in possesso di fumogeni durante i filtraggi eseguiti dal X Reparto Mobile, è scattato il divieto di accesso agli stadi per la durata di un anno.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
