«Avanti dritti sulla legge elettorale e cacciamine pronti per Hormuz»: Meloni compatta la maggioranza

Giorgia Meloni - (cataniaoggi.it-video)

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Il centrodestra blinda lo “Stabilicum” e punta sull’energia atomica: vertice a Palazzo Chigi tra Meloni, Salvini, Tajani e Lupi per definire le priorità dell’agenda politica. Mentre prosegue il confronto sulla riforma della legge elettorale, con possibili aperture alle opposizioni su ballottaggio e preferenze, il Governo accelera sul nucleare per contrastare la crisi energetica e valuta l’invio di cacciamine nello Stretto di Hormuz; resta invece in sospeso il nodo delle nomine per Consob e Antitrust, in attesa di una sintesi definitiva tra gli alleati di coalizione.

Il vertice di Palazzo Chigi, durato circa un’ora e mezza, ha sancito la compattezza del centrodestra su pilastri strategici per il futuro del Paese. La premier Giorgia Meloni ha riunito i leader della coalizione per serrare le fila su riforme istituzionali, sicurezza internazionale ed emergenza energetica, confermando la volontà di procedere spediti nonostante i distinguo tattici tra i partiti.

Riforma elettorale e dialogo parlamentare

Sullo “Stabilicum” non si torna indietro. La linea emersa dal pranzo di lavoro conferma l’intenzione di portare avanti la riforma della legge elettorale, pur ammettendo la necessità di alcuni correttivi tecnici in discussione alla Camera:

  • Preferenze e listini: Forza Italia spinge per l’introduzione delle preferenze, mentre la Lega difende il sistema del listino per la distribuzione del premio di maggioranza.
  • Il nodo del ballottaggio: si lavora a una soluzione che garantisca stabilità, valutando anche l’ipotesi di un ritorno al proporzionale puro qualora si profilassero maggioranze diverse tra Camera e Senato.
  • Apertura alle opposizioni: il Governo si dice pronto a ritoccare l’entità del premio di maggioranza se le minoranze accetteranno di condividere l’impianto generale della legge.

Crisi internazionale e missione nello Stretto di Hormuz

Il dossier geopolitico resta prioritario, con particolare attenzione all’evoluzione del negoziato tra Stati Uniti e Iran. In vista dell’incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il Governo ha ribadito la disponibilità dell’Italia a partecipare a una missione internazionale nello Stretto di Hormuz. Due navi cacciamine sono già pronte nei porti, in attesa del necessario passaggio parlamentare per l’impiego operativo a tutela della sicurezza delle rotte commerciali.

L’accelerazione sul nucleare

Sul fronte interno, la risposta alla crisi energetica passa per una scelta di rottura rispetto al passato: il ritorno al nucleare.

  • Il cronoprogramma: l’obiettivo è chiudere l’iter del disegno di legge delega entro la fine del 2026, per avviare i decreti attuativi già da gennaio 2027.
  • Il parere dei ministri: secondo il ministro Gilberto Pichetto Fratin, la percezione dei cittadini è profondamente mutata rispetto ai referendum storici, spinta dalla necessità di indipendenza dall’estero.
  • Autonomia nazionale: «Se l’Europa ci darà una mano bene, altrimenti lo faremo lo stesso», ha sintetizzato Matteo Salvini, confermando la natura strategica dell’investimento atomico.

Resterebbero invece da definire le nomine ai vertici di Consob e Antitrust. Nonostante l’ottimismo iniziale, le remore di Palazzo Chigi su alcuni profili proposti dagli alleati hanno portato a un rinvio della decisione, che non è stata formalizzata durante la riunione odierna.