ARS: giurano i nuovi assessori Albano, Caruso e Ingala. Schifani lascia l’aula tra le polemiche

Giuramento lampo e polemiche all’ARS: si insediano i nuovi assessori, ma il Presidente Schifani lascia l’aula dopo pochi minuti scatenando l’ira delle opposizioni. Nuccia Albano torna alla Famiglia, Marcello Caruso assume la delega alla Salute ed Elisa Ingala le Autonomie Locali; mentre la maggioranza cerca di serrare le fila tra i banchi di Sala d’Ercole, Pd e M5S denunciano la mancanza di rispetto per il Parlamento e lo stallo politico durato sei mesi, con i nuovi vertici dei dicasteri già al lavoro per recuperare i dossier rimasti in sospeso.

Si è consumato in una manciata di minuti il passaggio formale che mette fine a sei mesi di incertezze per il governo della Regione Siciliana. A Sala d’Ercole, i tre nuovi componenti della squadra di Renato Schifani hanno prestato giuramento davanti all’Assemblea, ma la rapidità della cerimonia e l’immediata uscita di scena del Governatore hanno acceso un violento scontro politico.

Il ritorno in aula e i volti della nuova Giunta

Sotto la presidenza del vicario Nuccio Di Paola, si è formalizzato l’ingresso dei tre assessori che dovrebbero garantire la stabilità dell’esecutivo fino a fine mandato:

  • Nuccia Albano: torna a guidare l’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali. L’esponente della DC ha parlato di un «ciclone» giudiziario che avrebbe ingiustamente colpito il suo partito, dichiarandosi pronta a recuperare il tempo perduto.
  • Marcello Caruso: l’ex segretario regionale di Forza Italia subentra a Daniela Faraoni alla Salute, appellandosi al «grande senso di responsabilità» della coalizione per rispondere alle emergenze dei cittadini.
  • Elisa Ingala: la commercialista nissena, in quota Mpa, assume ufficialmente la delega alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica.

Le critiche dell’opposizione e le tensioni in maggioranza

La “fuga” del Presidente Schifani dall’aula subito dopo il giuramento ha sollevato un coro di proteste. Antonello Cracolici (Pd) ha deplorato la mancanza di un confronto programmatico dopo mesi di crisi, mentre Ismaele La Vardera e Antonio De Luca (M5S) hanno usato toni durissimi, puntando il dito contro la gestione dei rimpasti e la permanenza di indagati tra i banchi del governo.

Se da un lato Rosa Cirrone Cipolla (Forza Italia) ha tentato una difesa d’ufficio dell’esecutivo, dall’altro anche tra gli alleati di governo il clima non appare sereno. L’Mpa, pur esprimendo soddisfazione per la nomina della Ingala, ha avvertito tramite il deputato Santo Primavera che il dibattito non può ridursi a questioni di poltrone: il partito di Lombardo chiede l’avvio immediato di un confronto sulle grandi riforme e sui nodi strategici per la Sicilia, segnale che la tregua interna al centrodestra resta ancora fragile.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.