Regione Siciliana, riforma della dirigenza: verso la fascia unica e il nuovo sistema di valutazione

Regione siciliana (cataniaoggi.it-facebook)

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La Regione Siciliana si appresta a vivere una rivoluzione burocratica senza precedenti con il passaggio alla fascia unica per la dirigenza. La riforma, attesa al voto definitivo dell’Ars martedì prossimo dopo una gestazione di quasi due anni, mira a cancellare l’attuale suddivisione in tre fasce per rendere tutti i 752 dirigenti attualmente in servizio ugualmente nominabili per le posizioni di maggiore prestigio.

L’obiettivo principale del provvedimento è quello di scardinare l’attuale sistema che limita l’accesso ai ruoli apicali dei dipartimenti a una ristretta cerchia di circa trenta dirigenti appartenenti alle prime due fasce. Con l’introduzione della fascia unica, la platea dei candidati per lo spoils system si amplia sensibilmente, eliminando i vincoli gerarchici finora esistenti. Sotto il profilo economico, lo stipendio base tabellare per tutti i dirigenti sarà allineato a quello dell’attuale terza fascia, pari a 53.459 euro lordi annui, cui si aggiunge un’indennità di posizione di 7.747 euro. La reale differenza retributiva sarà d’ora in poi legata esclusivamente all’incarico ricoperto: chi occuperà il ruolo di capo dipartimento percepirà un incremento di almeno 36 mila euro.

L’approvazione della legge sbloccherà inoltre un maxi concorso per almeno 156 posti dirigenziali, rimasto fermo a causa di paradossi normativi che avrebbero visto i neo-assunti scavalcare i colleghi con maggiore anzianità. Parallelamente, la giunta ha già approvato una delibera che introduce le “pagelle” per i vertici: un sistema di valutazione dal basso in forma anonima, dove i funzionari giudicheranno i dirigenti intermedi e questi ultimi i dirigenti generali. Il punteggio ottenuto, basato su parametri come la capacità organizzativa, inciderà direttamente sulla retribuzione di risultato.

Nonostante la spinta del Presidente Renato Schifani, il clima politico all’Ars resta incerto. Dopo il recente stop alla riforma degli enti locali, i partiti della maggioranza non hanno ancora espresso una posizione definitiva sul testo, mentre una parte dell’attuale dirigenza starebbe esercitando pressioni per attenuare la portata del provvedimento originale.