Fiumi in piena e fango: la Calabria trema con 500 evacuati, in Sicilia vento record e danni
Calabria sott’acqua: 500 evacuati nel cosentino per l’esondazione dei fiumi Crati e Busento. In Sicilia oltre 600 interventi tra Palermo, Catania e Messina per raffiche di vento e alberi abbattuti.
L’ondata di maltempo che ha investito il Mezzogiorno e le isole maggiori negli ultimi tre giorni ha lasciato dietro di sé una scia di danni e criticità strutturali. Secondo l’ultimo bilancio del Viminale, nelle ultime 72 ore i Vigili del Fuoco hanno portato a termine oltre 2.000 interventi di soccorso tra Calabria, Sardegna e Sicilia, mobilitando squadre di terra, gommoni fluviali e nuclei elicotteri per fronteggiare esondazioni e smottamenti.
La situazione più drammatica si registra in Calabria, in particolare nella provincia di Cosenza, dove le esondazioni dei fiumi Crati, Busento e Campagnano hanno provocato allagamenti diffusi. A Cassano allo Ionio è stata necessaria l’evacuazione precauzionale di circa 500 persone. Interventi eroici sono stati segnalati a Cosenza, dove l’elicottero “Drago 165” ha tratto in salvo dieci persone, tra cui due bambini, mentre a Grisolia altre dieci persone sono state recuperate tramite gommoni fluviali. Anche a Lamezia Terme si sono registrati salvataggi critici a seguito di una frana.
In Sicilia, l’emergenza si è concentrata principalmente sulla tenuta delle infrastrutture e del verde pubblico sotto la spinta di violentissime raffiche di vento. Dal 12 febbraio sono stati effettuati 647 interventi, distribuiti tra le province di Palermo, Messina, Catania e Trapani. Le squadre sono state impegnate senza sosta nella rimozione di alberi pericolanti e nella messa in sicurezza di tetti e cornicioni danneggiati. In Sardegna, dove il dispositivo di soccorso è stato potenziato, si contano 891 interventi prima del parziale miglioramento delle condizioni meteo registrato nella serata di ieri.
