Dallo sventramento degli anni ’50 alla nuova identità di distretto creativo
Un labirinto di vicoli nel centro di Catania dove i murales colorati e le installazioni artistiche raccontano la resistenza di un quartiere che si rifiuta di essere dimenticato.
Esiste un luogo a Catania dove il tempo sembra essersi fermato in un pomeriggio di fine anni Cinquanta. Il quartiere San Berillo è oggi ciò che resta di quello che fu uno dei rioni più densamente popolati d’Europa, prima che il “grande sventramento” del 1958 ne demolisse gran parte per far spazio alla modernità di Corso Sicilia. Quello che sopravvive oggi è un quadrilatero di strade strette e palazzi ottocenteschi, incastonato tra via Umberto e via Vittorio Emanuele.
Per decenni considerato una zona “ombra” della città, San Berillo sta vivendo oggi una straordinaria metamorfosi. Grazie all’impegno di associazioni locali e artisti indipendenti, i vicoli un tempo degradati sono diventati una galleria d’arte a cielo aperto. Opere di street art, installazioni realizzate con materiali di recupero e vasi di fiori curati dai residenti hanno trasformato via delle Finanze e via di Sangiuliano in tappe imperdibili per chi cerca la Catania più creativa e sotterranea.
Camminare tra queste strade significa immergersi in un’atmosfera sospesa. Le vecchie botteghe artigiane e le case con i balconi in ferro battuto convivono con i nuovi atelier di artisti, centri culturali e piccoli locali che animano la vita notturna in modo alternativo e consapevole. È il quartiere del contrasto per eccellenza: il silenzio dei vicoli di giorno si contrappone al fermento creativo che sta attirando viaggiatori da tutto il mondo, affascinati da questa bellezza decadente e resiliente.
Visitare San Berillo oggi non è solo un tour turistico, ma un atto di scoperta di un’identità ritrovata. È il simbolo di una Catania che non nasconde le proprie ferite, ma le usa come tela per dipingere il proprio futuro. Un distretto che, pur portando addosso i segni di una storia complessa, continua a battere forte nel cuore geografico e sociale della città.
