Governo, giurano i nuovi sottosegretari: i profili di Balboni, Cannella, Barelli, Bizzotto e Dell’Utri

Rimpasto di sottogoverno, giurano i cinque nuovi sottosegretari: Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento e Giampiero Cannella alla Cultura. Mentre Fratelli d’Italia schiera il fedelissimo Alberto Balboni alla Giustizia, esplode lo scontro nella maggioranza sulla presidenza della Consob; Forza Italia alza la posta e blocca la nomina del leghista Federico Freni, chiedendo una compensazione con le Authority.

Il Consiglio dei ministri ha formalizzato la nomina di cinque nuovi sottosegretari, i quali hanno prestato giuramento a Palazzo Chigi nelle mani della premier. La partita del sottogoverno, tuttavia, non si chiude con la cerimonia nella Sala dei Galeoni, ma apre un fronte di tensione tra Forza Italia e Lega per il controllo delle grandi Authority nazionali. Se da un lato l’esecutivo si rafforza con nuove figure strategiche, dall’altro resta il nodo della Consob, dove il Carroccio spinge per la presidenza di Federico Freni, trovando però il fermo diniego degli azzurri.

Le nuove caselle del sottogoverno

La premier ha ridisegnato alcuni assetti ministeriali chiave, puntando su figure di comprovata fiducia politica e continuità istituzionale:

  • Giustizia: Alberto Balboni (FdI), già presidente della commissione Affari costituzionali, subentra al dimissionario Andrea Delmastro in un dicastero considerato strategico.
  • Cultura: Giampiero Cannella (FdI), attuale vicesindaco di Palermo e figura vicina a Ignazio La Russa, occupa il posto lasciato libero da Gianmarco Mazzi.
  • Rapporti con il Parlamento: Paolo Barelli, volto storico di Forza Italia, è stato designato per facilitare il dialogo tra governo e Camere.
  • Mimit e Esteri: Per il ministero delle Imprese è stata scelta la leghista Mara Bizzotto, mentre Massimo Dell’Utri (Noi Moderati), legale nisseno vicino a Saverio Romano, approda agli Esteri.

Il braccio di ferro su Consob e Antitrust

Nonostante il clima di unità ostentato da Antonio Tajani sui social, l’assenza di Matteo Salvini alla cerimonia ha sottolineato le frizioni interne. Il fulcro del contendere è la nomina del nuovo presidente della Consob: la Lega punta su Freni, definito “bravissimo” dal ministro Giancarlo Giorgetti, ma Forza Italia alza il prezzo. Gli azzurri sostengono che la presidenza di un’Authority non sia scambiabile con un semplice sottosegretariato e puntano a una delle due poltrone pesanti, legando il destino della Consob a quello dell’Antitrust (Agcm), la cui presidenza scadrà il prossimo 4 maggio. Tra le ipotesi sul tavolo spunta quella di dirottare Freni verso l’Antitrust, lasciando la vigilanza sulla Borsa all’attuale commissario Federico Cornelli, profilo più gradito a Forza Italia.