Democrazia Cristiana, insediati i nuovi vertici nazionali e i commissari per la Sicilia

Salvatore Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli

Il partito dello Scudocrociato tenta di ricomporre i cocci di una crisi profonda, segnata da scontri interni e indagini giudiziarie che hanno messo a dura prova la tenuta del gruppo in Sicilia.

La Democrazia Cristiana prova a tracciare un nuovo corso politico, segnato da una “pace armata” tra la leadership nazionale e quella siciliana. Durante la riunione della Direzione e del Consiglio nazionale a Roma, alla presenza di oltre 150 dirigenti, il partito ha definito la nuova struttura di governance per superare la fase di transizione aperta dalle dimissioni del segretario regionale Stefano Cirillo.

Il percorso di riorganizzazione arriva al termine di un periodo drammatico per la stabilità interna. Il terremoto era iniziato con la sospensione di Cirillo da parte del segretario nazionale facente funzioni, Gianpiero Samorì, un atto che aveva spaccato il partito provocando la durissima reazione dei deputati all’ARS. Nonostante la solidarietà dei parlamentari regionali, Cirillo ha scelto il passo indietro il 21 gennaio scorso per “dignità politica”, aprendo la strada al commissariamento collegiale affidato a Salvatore Cascio, Fabio Meli e Carmelo Sgroi. Questo “triumvirato”, già pienamente operativo, ha ricevuto il mandato ufficiale per avviare le interlocuzioni politiche con il presidente della Regione, Renato Schifani, e con gli altri partiti della coalizione di governo.

Ma il clima resta incandescente. Proprio nelle ultime ore, la vicepresidente nazionale Francesca Donato ha annunciato l’addio definitivo alla DC per “divergenze insanabili sulla linea del partito”, seguendo la scia di altri abbandoni eccellenti. Questa emorragia di quadri politici riflette la difficoltà di una formazione che, dopo le dimissioni di Totò Cuffaro avvenute lo scorso novembre in seguito a vicende giudiziarie, sta cercando faticosamente di darsi un profilo nuovo e autonomo.

Sul fronte dei rapporti con Palazzo d’Orleans, la situazione è di attesa. Il presidente della Regione, Renato Schifani, dopo aver rimosso gli assessori in quota DC nel novembre 2025 definendo l’atto un “imperativo categorico a tutela delle istituzioni”, valuterà se il nuovo assetto sarà in grado di garantire una stabilità politica duratura. A livello nazionale, il Consiglio ha conferito la guida a Samorì, affiancato dal Presidente Nazionale Renato Grassi e dai tre vice segretari: l’onorevole Nuccia Albano, l’onorevole Salvatore Giuffrida e l’onorevole Luigi D’Agrò.

L’attività politica riprende con lo sguardo rivolto alle imminenti amministrative. L’apertura della nuova sede nazionale a Roma, prevista per metà febbraio, segnerà simbolicamente la fine della transizione in vista del congresso di giugno. Come sottolineato dal capogruppo Carmelo Pace, l’obiettivo resta consolidare una comunità radicata nei territori e fedele ai valori del progetto nato nel 2022.