Burgio non molla: Schifani evita la rimozione e scrive al prefetto di Caltanissetta

Il presidente della Regione segnala al prefetto di Caltanissetta la violazione di legge di Burgio, eletto sindaco di Serradifalco per la terza volta.

Leonardo Burgio

Sindaco Serradifalco terzo mandato: Schifani scrive al prefetto

Il caso del sindaco Serradifalco terzo mandato arriva sul tavolo del prefetto di Caltanissetta. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha scelto la via diplomatica per gestire uno dei casi politici più spinosi degli ultimi mesi in Sicilia: quello di Leonardo Burgio, sindaco di Serradifalco eletto per la terza volta nonostante la legge lo vieti espressamente. Schifani non ha usato i poteri che pure aveva per disporre la rimozione diretta del primo cittadino. Ha scritto al prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, segnalando la violazione e chiedendo quali misure intenda adottare.

Nella lettera, il presidente scrive che «la legge vieta il terzo mandato» e che «fin dall’atto della candidatura di Burgio è avvenuta una violazione delle norme». Richiama poi il decreto legislativo 267 del 2000, articolo 70, che attribuisce al prefetto la potestà di intervenire in questi casi. E chiude chiedendo di essere informato sulle decisioni che il prefetto assumerà. Tradotto: la palla è passata a Palazzo del Governo di Caltanissetta.

Lo scontro interno alla coalizione: Lega contro Mpa

Dietro la cautela di Schifani c’è una tensione reale all’interno della maggioranza di centrodestra. Burgio è un uomo su cui la Lega di Luca Sammartino e Nino Germanà punta con forza. Non ha nessuna intenzione di lasciare l’incarico e, forte della copertura dei vertici del Carroccio, sostiene che andrebbe applicata la norma nazionale che autorizza il terzo mandato nei Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti. Peccato che quella norma sia stata bocciata per due volte all’Ars.

Sull’altro fronte c’è l’Mpa di Raffaele Lombardo, avversario storico di Sammartino. Il partito ha condotto una campagna serrata per la rimozione di Burgio. L’assessore regionale agli Enti Locali, Elisa Ingala, anche lei dell’Mpa, aveva già scritto sia a Schifani che al prefetto per sollecitare un intervento. Nel frattempo, la questione ha spaccato anche l’Anci: la Lega l’aveva mobilitata a difesa di Burgio, mentre l’Mpa ha fatto uscire allo scoperto diversi sindaci schierati per la rimozione.

Burgio non cede, il padre politico è Faraoni

Burgio è figlio dell’ex assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni. Ha vinto le elezioni a Serradifalco nonostante il divieto di legge sul terzo mandato consecutivo fosse chiaro. La sua posizione resta quella di chi si sente nel giusto: la norma nazionale, dice, dovrebbe prevalere. Una tesi che i suoi alleati leghisti sostengono con convinzione, anche se l’Ars l’ha respinta due volte.

Come leggono la mossa di Schifani alla Lega

In casa Lega la lettera al prefetto è stata letta in chiave favorevole a Burgio. I vertici del Carroccio hanno sottolineato un fatto: Schifani aveva il potere di far cadere il sindaco, e non lo ha esercitato. Affidare la decisione al prefetto, secondo questa lettura, allunga la vita politica del primo cittadino di Serradifalco: il procedimento si sposta su un piano tecnico-amministrativo, i tempi si dilatano, e la Lega guadagna spazio di manovra. Se questa interpretazione sia corretta, lo dirà la risposta del prefetto Messina.