Dimissioni Barbagallo: lascia il Pd Sicilia
Dopo sette anni alla guida del Pd siciliano, Anthony Barbagallo si dimette da segretario regionale tra ricorsi e divisioni interne.
Anthony Barbagallo si è dimesso da segretario regionale del Pd Sicilia. La decisione arriva alla vigilia di passaggi che si annunciavano pesanti, l’ultimo tratto di un congresso che lo aveva riconfermato alla guida del partito ma a colpi di polemiche, ricorsi e divisioni interne.
Il partito era spaccato tra il fronte del segretario e quello dei deputati dell’Ars, in gran parte schierati con l’area che fa riferimento a Stefano Bonaccini. Le tensioni si erano riversate in sede legale: ricorsi erano stati presentati sia davanti alla Commissione di garanzia del partito sia al Tribunale civile di Palermo, con denunce di irregolarità formali e sostanziali nella procedura congressuale. Proprio ieri erano state depositate le liste dei testi per l’udienza fissata sull’esame di quei ricorsi. Con le dimissioni, è probabile che il procedimento si fermi per cessazione della materia del contendere.
Direttorio o commissario: le ipotesi sul dopo Barbagallo
Da fonti vicine al segretario dimissionario circolano voci su un organismo collegiale, una sorta di cabina di regia che dovrebbe traghettare il partito verso le prossime scadenze elettorali. Altri parlano della necessità di un commissario non necessariamente siciliano: tra i nomi circolati ci sono quelli di Nico Stumpo e del deputato campano Marco Sarracino.
Il responsabile Organizzazione della segreteria nazionale Pd, Igor Taruffi, dopo aver ringraziato Barbagallo per la sua serietà, ha parlato della necessità di affrontare i prossimi passi con rapidità: «Ora, al fine di poter contribuire anche dalla Sicilia a dare al Paese un’alternativa progressista e riformatrice credibile, è necessario affrontare i prossimi passi con rapidità e decisione e sarà pertanto nostro compito indicare una soluzione la più autorevole possibile che già nei prossimi giorni consenta al Pd Sicilia di affrontare le importanti sfide che ci aspettano nelle prossime settimane e mesi in Sicilia e in Italia».
L’idea di una «soluzione autorevole» sembra però in contraddizione con quella di un organo collegiale. Altre fonti dem ricordano che lo statuto del partito prevede solo due strade dopo le dimissioni di un segretario regionale: l’elezione di un nuovo segretario da parte dell’assemblea regionale, il cui iter di convocazione è stato proprio uno dei motivi dello scontro interno, oppure la nomina di un commissario da parte della segreteria nazionale, con successiva ratifica della direzione. Nessun direttorio, quindi, almeno stando allo statuto. Direzione e assemblea regionale dovrebbero comunque restare in carica.
Il commento del capogruppo Ars
Il capogruppo del Pd all’Ars, Michele Catanzaro, vicino a Bonaccini, ha commentato le dimissioni richiamando il contesto elettorale: «Gli appuntamenti politici che abbiamo davanti, a livello nazionale e in Sicilia, richiedono senso di responsabilità da parte di tutti noi. La posta in gioco è troppo alta: dobbiamo mandare a casa le destre e costruire un’alternativa credibile per il governo della Regione e del Paese. Siamo pronti a sostenere le iniziative che la segreteria nazionale indicherà per aprire una nuova fase politica affrontando insieme le sfide future».
Le parole di Barbagallo
Nella lettera con cui annuncia l’addio, Barbagallo ripercorre il tentativo fatto nei mesi scorsi di tenere insieme le diverse anime del partito: «In Sicilia, nei mesi scorsi, ho lavorato per ricomporre le diverse sensibilità del Pd, nella convinzione che nessuna divisione interna possa valere più della necessità di costruire un’alternativa credibile. La ricomposizione ancora non arriva. L’agenda e le scadenze incombono e il Pd, tutto il Pd, è chiamato a cambiare marcia. Per affrontare l’ultimo tratto di strada serve un assetto nuovo, capace di restituire fiducia a tutte le anime del Partito e, soprattutto, di farci avanzare insieme. Per agevolare questo percorso ho deciso di dimettermi».
Il segretario uscente rimette il mandato nelle mani della segreteria nazionale, «certo che saprà individuare la soluzione più autorevole e condivisa per guidare il Pd siciliano nella sfida che ci attende. L’ultimo miglio richiederà braccia, cuore e polmoni, ma anche tutto il nostro coraggio e la nostra intelligenza». Barbagallo ha guidato il Pd Sicilia per sette anni: «In questi sette anni, rappresentare il più grande partito del centrosinistra è stato per me un onore immenso». Un ringraziamento è andato a chi ha condiviso il percorso: «Conosco metro per metro, circolo per circolo, comune per comune il Pd siciliano: una comunità di donne e uomini che, lontano dai riflettori, tiene viva la politica con il proprio lavoro, la propria passione e la propria generosità. È in loro che si misura il valore del nostro radicamento». Un passaggio finale è dedicato al movimento giovanile del partito: «Il loro lavoro instancabile, la capacità di trasformare la partecipazione in impegno, la forza e la bellezza delle loro rivendicazioni sono una ricchezza preziosa».
