Cambio al comando provinciale carabinieri Catania

Il colonnello Nicola Pio Michele Ferrucci arriva da Gorizia e prende il posto del generale Salvatore Altavilla, destinato alla tutela agroalimentare

generale Salvatore Altavilla

Cambio al vertice del comando provinciale dei carabinieri di Catania: arriva da Gorizia il colonnello Nicola Pio Michele Ferrucci, che prende il posto del generale Salvatore Altavilla. Il generale, dopo tre anni alla guida degli oltre 1.400 carabinieri della provincia etnea, è stato destinato al comando dei carabinieri tutela agroalimentare.

Il passaggio di consegne è stato ufficializzato ieri mattina in un incontro con la stampa, occasione anche per ripercorrere l’attività svolta dai militari dell’Arma nella provincia di Catania, dalla città ai centri rurali più piccoli.

I numeri dell’attività: 83mila denunce in tre anni

Nei tre anni del comando di Altavilla i carabinieri di Catania e provincia hanno seguito 83.000 denunce e controllato 500.000 persone. Tra le attività portate avanti anche le azioni di contrasto alla criminalità organizzata e ai reati comuni, con un modello di lavoro che punta sull’integrazione del carabiniere nella comunità in cui opera.

«Il carabiniere è patrimonio delle comunità»

Durante l’incontro è stato ripreso un concetto che accompagna da tempo l’attività dell’Arma sul territorio. «Il carabiniere è patrimonio delle comunità, che vuol dire che il carabiniere è qualcosa di più. È parte delle comunità perché il carabiniere vive nelle comunità e opera per il bene di quelle comunità, interpretandone i bisogni e interpretando le necessità».

La criminalità organizzata e i reati predatori

Nel bilancio tracciato durante l’incontro con la stampa si è parlato anche della lotta ai reati predatori e alla criminalità organizzata, definita un fenomeno che continua a incidere sul territorio e sulle comunità, anche attraverso l’uso di armi e il traffico di droga come fonte di approvvigionamento economico. Le comunità, si è detto, tendono a dare risposte sempre meno favorevoli a questo tipo di espansione criminale.

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.