Il vulcanologo Boris Behncke critica le ordinanze sull’eruzione, l’Ingv prende le distanze.

Scintille sull’eruzione dell’Etna: il vulcanologo Boris Behncke critica le ordinanze dei sindaci, l’Ingv prende le distanze.

È polemica attorno alla gestione dell’attuale eruzione dell’Etna in Valle del Bove. Il vulcanologo Boris Behncke, dell’Osservatorio etneo di Catania, critica i divieti imposti dai sindaci dei comuni interessati, ritenendoli sproporzionati rispetto alla reale pericolosità del fenomeno eruttivo. In un lungo post pubblicato sul suo profilo personale Facebook, Behncke ha commentato ironicamente la fase finale dell’attività vulcanica: “Ormai i fronti lavici stanno fermi e si stanno raffreddando… questa è tra le eruzioni più innocue e poco pericolose degli ultimi anni”.

Il ricercatore ha attaccato le ordinanze che vietano l’accesso anche a chi conosce bene la montagna, come geologi e guide esperte, suggerendo invece di predisporre una segnaletica chiara e un presidio delle forze dell’ordine “per garantire la sicurezza, non per bloccare indiscriminatamente”. Behncke ha aggiunto di aver saputo di turisti che hanno rinunciato a visitare l’Etna a causa dei divieti, definendoli “decisioni poco ponderate, governate da paura e pigrizia”.

Le dichiarazioni hanno spinto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) a intervenire. Con una nota ufficiale, il presidente Fabio Florindo ha precisato che l’ente “si dissocia totalmente” dai commenti di Behncke, sottolineando che si tratta di opinioni espresse “a titolo strettamente personale”. Florindo ha inoltre ricordato che le ordinanze “nascono da una complessa valutazione condivisa dal Sistema di Protezione Civile, coordinato dalla Prefettura di Catania”, e ha ribadito “l’importanza delle attività di monitoraggio e tutela della sicurezza pubblica”.

Il caso ha riacceso il dibattito sul difficile equilibrio tra tutela della sicurezza e libertà di fruizione del vulcano, cuore identitario e turistico dell’intera Sicilia orientale.