Terribile scoperta nelle campagne di Carlentini: un’auto bruciata nascondeva frammenti ossei e cranio, probabili tracce del catanese scomparso Salvatore Privitera.
Restano soltanto ossa e teschio. Le fiamme hanno consumato ogni cosa, distruggendo anche le parti in alluminio che avrebbero potuto fornire indizi sull’identità della vittima. La T-Roc beige è stata scoperta completamente incenerita ieri mattina lungo una trazzera di Carlentini, in una zona isolata delle campagne.
L’episodio è collegato alla scomparsa di Salvatore Privitera, 35 anni, originario di Catania. I genitori, dopo giorni senza contatti, hanno attivato il localizzatore GPS dell’auto presa a noleggio dal figlio. Il segnale li ha guidati fino a contrada San Demetrio, dove si sono trovati davanti all’auto ridotta a un cumulo di cenere. L’arrivo dei carabinieri ha confermato la presenza di resti umani all’interno del veicolo.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti gli esperti della Sezione Investigazioni Scientifiche di Catania insieme al medico legale e al comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Siracusa Sara Pini. La Procura di Siracusa, guidata da Sabrina Gambino, ha immediatamente aperto un fascicolo per omicidio e ordinato accertamenti sul DNA dei resti. I genitori di Privitera, avrebbero già fornito i campioni per il confronto genetico.
Al momento un unico dato è certo: la vettura sarebbe arrivata in contrada San Demetrio lunedì sera. Salvatore Privitera, molto conosciuto nel Villaggio Sant’Agata. Ora tutta l’indagine ruota intorno all’identificazione della vittima, e solo l’esame del DNA potrà confermare se si tratti davvero del 35enne catanese.
