Da Villa Scammacca al “think tank” a Palazzo della Regione: informazione, impresa e infrastrutture al centro del futuro di Catania e della Sicilia.
Catania prova a tenere insieme due parole che, se diventano fatti, cambiano davvero un territorio: sviluppo e informazione. Da un lato il “think tank” in corso al Palazzo della Regione, con al centro dossier che pesano sul presente e sul domani dell’area etnea: Zes unica, decontribuzione Sud, rafforzamento della piccola e media impresa, modernizzazione del sistema bancario, investimenti e innovazione, infrastrutture aeroportuali e autostradali. E ancora: soluzioni per i trasportatori sulle norme legate alle emissioni di gas serra, eolico off shore, crocieristica, waterfront di Catania, consorzi di bonifica, percorsi di alta formazione specialistica universitaria.
Dall’altro lato, nello stesso perimetro cittadino, la nuova sede del quotidiano La Sicilia a Villa Scammacca: un passaggio che va oltre la logistica e diventa un segnale culturale. Perché in una stagione in cui la notizia corre, si deforma e spesso si avvelena, avere una redazione stabile, riconoscibile e radicata significa rafforzare un presidio civile. La cronaca, se fatta con metodo, aiuta a leggere i processi; e se i processi sono quelli dello sviluppo – incentivi, lavoro, infrastrutture, transizione energetica – allora serve un’informazione capace di seguire i temi senza farsi trascinare dalle tifoserie.
Alla giornata di Villa Scammacca è intervenuto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha legato il valore del progetto editoriale a un tema più ampio: la qualità del lavoro e, di conseguenza, della qualità dell’informazione. Ma soprattutto ha riconosciuto, nelle sue parole, il peso di una scelta imprenditoriale in controtendenza, in un mercato che spesso preferisce tagliare invece che costruire. Un investimento sull’informazione, oggi, è anche un investimento sul clima pubblico: sulla possibilità di discutere con dati, non con rabbia.
“Penso di poter interpretare il pensiero di tutti i siciliani nel condividere una scelta di crescita dell’informazione siciliana con l’investimento di Salvatore Palella, un imprenditore coraggioso uno dei nostri siciliani ha lavorato bene e vuole tornare in parte da noi per investire quindi ‘chapeau’ è stata una scelta coraggiosa che sta premiando la sfida perché la sta dotando di una qualità dell’informazione sicuramente più ricca, più articolata, più completa”.
Il governatore ha insistito anche su un punto che chi lavora nelle redazioni conosce bene: la differenza tra opinione e notizia, tra sfogo e verifica. Nel frastuono dei social e del web – dove l’anonimato spesso diventa una scorciatoia per “avvelenare” il dibattito – la regola che regge la democrazia resta la stessa: la verità della notizia, il contraddittorio, il rispetto delle parti. È un richiamo che arriva mentre la Sicilia prova a rimettere in fila priorità economiche e infrastrutturali: perché nessun piano di sviluppo regge se non è accompagnato da un racconto corretto, controllabile, discutibile.
In questo quadro, il collegamento tra i tavoli sullo sviluppo e l’apertura di una nuova sede giornalistica non è un dettaglio: è una fotografia della stessa sfida. La Sicilia che chiede Zes, incentivi, credito più moderno, aeroporti e autostrade più efficienti, logistica sostenibile, energia e mare come risorse, waterfront e crocieristica come opportunità, bonifiche e formazione specialistica come investimento sul capitale umano, è la stessa Sicilia che ha bisogno di un’informazione solida per orientarsi tra annunci, atti amministrativi, cantieri veri e cantieri promessi. Da parte dell’editore Salvatore Palella, il passaggio a Villa Scammacca viene raccontato come una tappa di un percorso più ampio, con un calendario già fissato per il prossimo momento simbolico.
L’inaugurazione vera – ha ufficializzato Palella – sarà il 27 di maggio, il primo anniversario dell’acquisto del giornale.
È anche da qui che passa l’idea di futuro: non dalla retorica, ma dalla capacità di tenere insieme innovazione e radici, digitale e responsabilità, lavoro quotidiano e apertura alla città. Catania, in questi giorni, mette sul tavolo temi enormi; e se davvero si vuole che restino più di una lista di intenzioni, serve il coraggio di chi investe e la pazienza di chi verifica, ogni giorno, che le promesse diventino fatti.

