Ars, avviato l’esame del ddl stralcio con le norme rimaste fuori dalla manovra

Dopo i tagli e le riscritture di fine anno, l’Ars riapre il capitolo delle misure rimaste fuori dalla manovra: circa 40 milioni di euro tornano in gioco tra sostegno alle imprese, interventi locali e nuovi equilibri politici ancora tutti da definire.

La prima norma a riemergere dal lungo e travagliato iter della legge di Stabilità regionale è quella più cara al presidente Renato Schifani: il fondo da 10 milioni di euro destinato a sostenere l’export delle imprese siciliane. Una misura che era stata affossata dall’Aula nelle ultime sedute dell’anno e che ora viene recuperata all’interno del cosiddetto ddl stralcio, il contenitore nel quale sono confluiti numerosi emendamenti di spesa rimasti senza discussione nella sessione di bilancio più complessa degli ultimi anni.

Il disegno di legge, che avvia l’esame in Commissione Bilancio all’Ars, parte da una dotazione iniziale di circa 40 milioni di euro. Una cifra che, alla luce delle norme già inserite e degli emendamenti che i deputati potranno presentare fino al 23 gennaio, rischia però di rivelarsi insufficiente rispetto alla mole di richieste e alle aspettative dei territori.

Il capitolo dedicato all’export prevede contributi a fondo perduto per compensare gli interessi sui mutui accesi dalle aziende siciliane penalizzate dall’aumento dei costi legati ai dazi. Accanto a questa misura trova spazio anche un fondo da 2 milioni di euro, fortemente voluto dall’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, destinato alle attività commerciali situate nelle aree turistiche delle città metropolitane di Palermo, Messina e Catania, penalizzate dai cantieri e dalle criticità della viabilità.

Nel testo compaiono anche interventi mirati: un milione di euro per la riqualificazione del complesso delle Ciminiere di Catania; 10 milioni per gli agricoltori colpiti da una grave patologia che ha danneggiato i vigneti; un milione ai Comuni del Messinese colpiti dall’alluvione del 2009; l’estensione del microcredito Irfis anche ai privati che investono nel fotovoltaico domestico.

Ancora: 6,8 milioni di euro per il servizio idrico di Messina, 200 mila euro per la valorizzazione della “cultura dei castelli di Sicilia”, 100 mila euro al Comune di Santa Teresa di Riva per il progetto culturale “RespirArte”, 3 milioni per l’acquisizione di beni demaniali da parte della Regione. Previsti anche 600 mila euro per la riqualificazione dell’ex ospedaletto dell’aeroporto di Trapani-Birgi e 500 mila euro per sanare il debito della missione “Speranza e Carità” fondata da Biagio Conte nei confronti dell’Amap di Palermo.

Chiude il quadro lo stanziamento di un milione di euro a favore dei consorzi universitari, appena rinnovati nei vertici, in un contesto che continua a intrecciare scelte tecniche e dinamiche politiche.

L’elenco delle misure è ampio, ma la loro tenuta resta tutta da verificare. Il presidente della Commissione Bilancio, Dario Daidone (FdI), invita alla prudenza: «Nel ddl sono confluite automaticamente tutte le norme stralciate. Ora bisognerà valutare gli emendamenti e costruire una sintesi politica a partire dalla prossima settimana».

Sullo sfondo pesano gli equilibri fragili della maggioranza e il rimpasto ancora irrisolto. L’opposizione alza il tono, con Cateno De Luca che attacca frontalmente il governo: «L’agenda politica ormai segue i rinvii delle udienze degli assessori. Schifani chiuda la vicenda della giunta o tragga le conseguenze».

Parallelamente, l’Aula ha ripreso l’esame delle norme accantonate sulla riforma degli enti locali. Tra le novità previste: l’introduzione del consigliere supplente, il terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino a 15 mila abitanti, modifiche ai permessi per amministratori locali e l’adeguamento alla normativa nazionale sul 40% di rappresentanza di genere nelle giunte comunali. Un punto, quest’ultimo, che incontra resistenze trasversali.

Nel frattempo, il dibattito parlamentare è stato animato anche dalla protesta sulla mancanza di riscaldamenti in numerose scuole siciliane, sollevata dal deputato M5S Carlo Gilistro. I lavori d’Aula sono stati sospesi e riprenderanno il 20 gennaio, con la prosecuzione dell’esame del ddl Enti locali.

ddl stralcio sicilia, legge stabilità ars, fondi regione siciliana, schifani bilancio, catania ciminiere fondi, riforma enti locali

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.