Giovanni Magni diventa capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di Catania, mentre resta aperta la questione della doppia carica dell’assessore Daniele Bottino.

Prima conferenza dei capigruppo e primo incontro con il sindaco Enrico Trantino nel nuovo ruolo per Giovanni Magni, che da ieri è ufficialmente il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di Catania. La comunicazione era arrivata già alcuni giorni fa, dopo le dimissioni di Daniele Bottino dal ruolo di capogruppo, in seguito alla sua nomina ad assessore al Patrimonio lo scorso 17 dicembre.

L’avvicendamento, nonostante le consuete tensioni interne al partito di Giorgia Meloni, è avvenuto in modo lineare grazie a criteri precisi: Bottino era stato nominato per il numero di preferenze ottenute e, in base a tale criterio, la carica sarebbe dovuta passare ad Andrea Barresi, oggi esponente della Lega. A quel punto è toccato al terzo in lista, Giovanni Magni, 33 anni, vicino a Gaetano Galvagno e figura di riferimento per il mondo giovanile e universitario.

«Sono ancora coordinatore regionale dei giovani di Fratelli d’Italia, ma ormai ho un’età e spero che questo sia l’ultimo anno», ha dichiarato con ironia Magni, aggiungendo: «In Consiglio ho studiato e mi sono impegnato, spero che il mio percorso di crescita nel partito continui con la stessa intensità».

Prima della nomina a capogruppo, Magni era presidente della commissione Cultura, la settima, da cui si è dimesso lunedì. Il suo posto è stato preso dalla consigliera Erika Bonaccorsi, altra esponente meloniana, senza alterare gli equilibri politici interni. Tuttavia, Fratelli d’Italia starebbe valutando una revisione delle commissioni, includendo eventuali sostituzioni di Bottino, oggi assessore, da alcune di esse. Una mossa che potrebbe rivelarsi complessa, considerando che la composizione delle commissioni dovrebbe riflettere quella del Consiglio, dove nel frattempo i rapporti di forza sono mutati.

Ma la questione è politica: un eventuale abbandono dell’aula ridurrebbe la visibilità di Bottino in vista delle regionali del 2027, dato che un assessore in corsa dovrebbe lasciare la carica con almeno sei mesi d’anticipo. Per ora, la linea è di prudenza. Come commentano in ambienti di partito, «menomale che se ne occuperà Sbardella».