Operazione su furto di mitra dal carcere Bicocca di Catania

Mitra rubato nel carcere Catania Bicocca nel 2024: quattro arresti tra cui un’agente penitenziaria. L’arma ritrovata nascosta vicino a un’abitazione. (151 car.)

Mitra rubato carcere Catania Bicocca: scattano gli arresti

Il caso del mitra rubato nel carcere Catania Bicocca si chiude con quattro misure cautelari. All’alba di oggi agenti della Polizia di Stato di Catania e della Polizia Penitenziaria di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale. Quattro persone sono finite in manette con accuse che vanno dal peculato alla detenzione e porto abusivo di armi da guerra, fino allo spaccio di stupefacenti in concorso.

Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Catania, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, e dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria, con operazioni sia nella Capitale che nel capoluogo etneo.

Il furto della pistola mitragliatrice M12

Tutto nasce dal furto di una pistola mitragliatrice M12, con relativo munizionamento, avvenuto nel luglio 2024 all’interno del carcere Catania Bicocca. Le indagini si sono orientate subito verso una agente della Polizia Penitenziaria che per ultima aveva avuto accesso al mitragliatore.

La situazione si è fatta più intricata quando, dopo la scoperta del furto, la stessa agente aveva cercato di apparire collaborativa con i superiori: millantava conoscenze in ambienti criminali utili al recupero del mitra, e orientava i sospetti verso una donna con precedenti penali che avrebbe potuto fare da tramite. Una mossa che, stando alle indagini, serviva a depistare.

Indagini tecniche, social e intercettazioni

Tabulati telefonici, attività tecniche e dichiarazioni di diverse fonti hanno permesso agli investigatori di ricostruire il quadro. Da un lato è emerso il ruolo dell’agente nella sottrazione dell’arma; dall’altro sono venute a galla condotte di spaccio di stupefacenti riconducibili alla donna indicata come possibile tramite, insieme ai suoi figli.

Uno di questi figli era già stato sottoposto a fermo del Pubblico Ministero il 29 aprile 2025: è considerato il destinatario finale del mitra, che aveva preso in custodia e nascosto nei pressi dell’abitazione di famiglia. L’arma è stata ritrovata proprio lì, durante l’esecuzione del provvedimento di oggi.

A completare il quadro sono arrivate le analisi degli account social: in alcune fotografie due componenti dello stesso nucleo familiare erano ritratti mentre impugnavano armi comuni da sparo e la stessa pistola mitragliatrice rubata dal carcere. Le intercettazioni, infine, hanno coinvolto nella vicenda un quarto soggetto, all’epoca detenuto nel carcere di Piazza Lanza a Catania, anche lui raggiunto dalla misura cautelare.

I reati contestati

Le ipotesi di reato a carico dei quattro riguardano il peculato per la sottrazione dell’arma di ordinanza, la detenzione e porto abusivo di armi da guerra e comuni da sparo, la detenzione e lo spaccio di stupefacenti in concorso. 

Le persone coinvolte sono indagate e, in questa fase del procedimento, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.