Fiumara d’Arte celebra il solstizio con migliaia di persone ai Nebrodi

Migliaia di persone alla Piramide 38° Parallelo per il Rito della Luce 2026: Fiumara d’Arte celebra il solstizio con il tema “L’immensità dell’immenso”

Fiumara d'Arte

Migliaia alla Piramide per salutare il solstizio

Il sole del solstizio d’estate ha trovato, anche quest’anno, la sua cornice più evocativa. Migliaia di persone hanno raggiunto la Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli, a Motta d’Affermo, per partecipare al Rito della Luce 2026, l’appuntamento annuale di Fiumara d’Arte ideato dal maestro e mecenate Antonio Presti. Il tema scelto per questa edizione è stato “L’immensità dell’immenso”: una riflessione collettiva sul bisogno di ritrovare il senso profondo dell’esistenza attraverso l’arte, il paesaggio e la comunità.

Un fiume di donne, uomini, giovani e famiglie, provenienti da ogni parte della Sicilia e non solo, ha animato il sito affacciato sui Nebrodi, trasformando un luogo già straordinario in uno spazio di incontro tra cultura e trascendenza. L’evento, giunto a questa edizione nel solco di oltre quarant’anni di attività di Fiumara d’Arte, ha confermato la capacità di questo progetto di parlare a generazioni diverse e di costruire appartenenza intorno alla bellezza dei territori interni dell’Isola.

Performance, musica e raccoglimento: il programma della giornata

All’interno e all’esterno della Piramide si sono alternati interventi musicali, performance artistiche e momenti di raccoglimento. Musicisti e artisti con una forte vocazione alla ricerca spirituale hanno guidato il pubblico in un percorso che ha intrecciato arte contemporanea, meditazione e ascolto interiore. La direzione artistica è stata curata da Renato Militello.

A chiudere la giornata, il rituale saluto al tramonto davanti alla Piramide: un gesto collettivo che ha assunto il valore di un impegno simbolico verso la bellezza, la cultura e la responsabilità condivisa. L’appuntamento è già fissato per il 2027.

Presti: «Abbiamo il dovere di restituire ai giovani una visione»

Al centro dell’edizione 2026 c’è stato soprattutto il messaggio rivolto alle nuove generazioni. In un’epoca segnata dalla velocità dei cambiamenti e dalla progressiva erosione dei riferimenti culturali, il Rito della Luce ha ribadito la necessità di educare i giovani alla bellezza, ai sentimenti e alla cura del patrimonio paesaggistico e culturale.

«Abbiamo il dovere di restituire ai giovani una visione. Educare alla bellezza significa educare alla responsabilità, al rispetto dei luoghi e alla consapevolezza del proprio valore umano. L’immensità non è lontana da noi: vive nella capacità di riconoscere il senso profondo dell’esistenza e di custodire il patrimonio materiale e immateriale dei nostri territori. Mi auguro insieme al presidente Renato Schifani, di poter lavorare a una legge che tuteli tutto questo patrimonio, materiale e immateriale. Che parte dalla Fiumara d’Arte e arriva fino a Librino e all’Etna. Desidero esprimere un ringraziamento particolare a tutti gli artisti che hanno partecipato con la direzione artistica di Renato Militello».

I sindaci: «Le istituzioni devono accompagnare questo percorso»

All’evento erano presenti numerose autorità locali. Il sindaco di Motta d’Affermo, Sebastiano Adamo, ha espresso pieno sostegno all’iniziativa: «Sosteniamo direttamente questa grande manifestazione culturale nella consapevolezza che essa rappresenta una grande occasione di sviluppo culturale e turistico dell’intero comprensorio. Speriamo che il Rito possa tornare ad essere un appuntamento fisso, al quale possano partecipare anche le istituzioni regionali per una sua crescita sempre più strutturata».

Anche il sindaco di Mistretta, Sebastiano Sanzarello, ha sottolineato la forza del progetto: «Il Comune crede nella visione di Antonio Presti e nella forza simbolica della Fiumara. Qui si sprigiona un’energia profonda, legata al Genius Loci. Le istituzioni hanno il dovere di accompagnare questo percorso, affinché diventi patrimonio vivo e condiviso».

Dello stesso avviso la sindaca di Nicosia, Anna Maria Gemmellaro: «Eventi come il Rito della Luce rafforzano il legame tra comunità, cultura e paesaggio, offrendo alle nuove generazioni una visione fondata sulla bellezza, sulla consapevolezza e sul valore delle proprie radici. Nicosia è orgogliosa di essere parte di questo straordinario percorso di crescita culturale che Fiumara d’Arte continua a costruire nel cuore della Sicilia».

Un modello di rigenerazione culturale nel cuore della Sicilia

Il Rito della Luce 2026 ha anche rilanciato il ruolo della valle dell’Halaesa e dell’intero comprensorio dei Nebrodi come destinazione di turismo culturale. Fiumara d’Arte viene ormai riconosciuta, secondo fonti del settore, come uno dei modelli italiani più significativi di rigenerazione territoriale fondata sul rapporto tra arte contemporanea, paesaggio e comunità locali. Un percorso che, dall’opera di Mauro Staccioli ai Nebrodi fino ai progetti nelle periferie urbane, continua a dimostrare che la bellezza può essere uno strumento concreto di sviluppo e coesione sociale.