«Next Sicilia»: l’autonomia va riscritta dentro l’Europa, non contro di essa
Ruggero Razza
Cosa resta dell’Autonomia siciliana ottant’anni dopo la sua approvazione? Lo chiede Ruggero Razza, eurodeputato di Fratelli d’Italia, in questo contributo. La sua tesi: lo Statuto va riscritto dentro il contesto europeo del 2026, superando privilegi inutili e ridefinendo competenze legislative e amministrative. Una proposta che chiama “Next Sicilia”.
Il punto di partenza è una constatazione: negli anni la Corte costituzionale ha chiarito due principi fondamentali. Ogni norma dello Statuto va letta insieme alla Costituzione e agli obblighi internazionali, in particolare quelli europei. Inoltre, pur avendo rango costituzionale, lo Statuto può essere modificato implicitamente da successive revisioni costituzionali, come accaduto con la riforma del Titolo V. Il risultato è che dell’Autonomia originaria resta poco. L’obiettivo per cui fu concepita nel 1946 – ridurre il divario economico e sociale con le aree più sviluppate del Paese – non è stato raggiunto. E le competenze legislative esclusive attribuite alla Regione dall’articolo 14, da agricoltura a pesca, da industria a beni culturali, sono oggi profondamente condizionate dalla regolazione comunitaria, che prevale su quella nazionale.
Il ruolo dell’Europa e la sfida dello sviluppo
Negli ultimi anni la Sicilia ha mostrato una capacità di crescita superiore alla media nazionale, ma soprattutto grazie agli investimenti europei, alla programmazione e alla resilienza del sistema economico locale. Le risorse decisive non provengono dal bilancio regionale né dai trasferimenti statali. Senza il quadro regolatorio dell’Unione europea e senza le politiche di coesione, l’avvicinamento della Sicilia al resto d’Italia sarebbe difficile da immaginare. La tutela del sistema produttivo siciliano passa quindi da Bruxelles molto più di quanto ieri passasse soltanto da Roma.
La proposta: una stagione costituente per la “Next Sicilia”
Da questa premessa nasce la proposta di aprire una nuova stagione costituente per la revisione dello Statuto, sfruttando proprio il suo rango costituzionale per dare alla specialità siciliana una dimensione europea. Un modello che il Friuli-Venezia Giulia ha già seguito, riuscendo persino a ricostituire gli Enti intermedi. Il progetto potrebbe chiamarsi “Next Sicilia”, in omaggio al Next Generation EU: una Regione che rilancia la propria autonomia dentro l’Europa e nel Mediterraneo, che dialoga con Bruxelles, Malta e Cipro, con Tunisi, Rabat e Algeri, che guarda ai milioni di siciliani che hanno avuto successo nel mondo. Un primo passo potrebbe arrivare già da questa legislatura, se il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno riuscirà a modernizzare il regolamento parlamentare limitando il ricorso al voto segreto.
* Ruggero Razza, eurodeputato di Fratelli d’Italia
