Falso anticorrosivo e gasolio agricolo “truccato”: smantellato traffico illecito di carburante tra Sicilia e Roma

Scacco al mercato nero del petrolio: la Guardia di Finanza di Catania smantella un’organizzazione transnazionale dedita alla frode sui carburanti. Sequestrati 143.000 litri di prodotto energetico e beni per oltre 235mila euro tra la Sicilia e l’Emilia Romagna.

Sotto il coordinamento della Procura Distrettuale etnea, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno concluso un’articolata indagine che ha permesso di sventare un complesso sistema di evasione fiscale nel settore dei prodotti energetici. L’attività operativa si è sviluppata attraverso l’esecuzione di misure cautelari che hanno interessato le province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma. Complessivamente, sono sette i soggetti iscritti nel registro degli indagati, di cui cinque destinatari di provvedimenti restrittivi: per due è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per altri tre è stato disposto il divieto di esercitare attività d’impresa.

Le indagini, supportate da intercettazioni e pedinamenti, hanno svelato un sofisticato meccanismo basato su due principali direttrici illecite finalizzate all’abbattimento dei costi d’acquisto attraverso l’evasione sistematica di IVA e accise. La prima condotta riguardava l’importazione irregolare dall’Est Europa: il carburante veniva introdotto in Italia tramite trasporti su gomma e rotaia venendo falsamente dichiarato come «liquido bio anticorrosivo». Tale denominazione fittizia permetteva di aggirare le imposte previste per i prodotti energetici, poiché la merce veniva classificata come prodotto industriale esente da accise, garantendo un vantaggio competitivo illecito sul mercato nazionale.

Il secondo filone dell’inchiesta ha messo in luce l’abuso delle agevolazioni fiscali riservate al comparto primario. Nell’ipotesi investigativa, gli indagati prelevavano gasolio a uso agricolo da un deposito nell’ennese – beneficiando di un’aliquota IVA ridotta al 10% e di accise inferiori di circa 50 centesimi al litro – per destinarlo impropriamente al rifornimento di mezzi pesanti appartenenti ad aziende di autotrasporto. Per fornire una parvenza di regolarità alle operazioni, le cessioni venivano formalmente fatturate a una cooperativa agricola che, nei fatti, risultava del tutto estranea all’effettivo utilizzo del combustibile.

L’impatto economico della frode è stato quantificato in circa 400.000 litri di prodotto energetico consumato in violazione delle norme vigenti. Durante le fasi dell’intervento, le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro 143.000 litri di carburante, un deposito abusivo, 58 cisterne e sette mezzi pesanti, tra cui trattori stradali e tank container. Sono state inoltre vincolate disponibilità finanziarie e beni per un valore superiore a 235.000 euro. L’operazione sottolinea il costante impegno nel contrasto alle frodi fiscali che, oltre a sottrarre risorse all’Erario, danneggiano profondamente gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.