Regione Siciliana: approvati i decreti per 600 milioni di incentivi all’occupazione stabile

Investimenti - (cataniaoggi.it-pexels)

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Via libera agli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato e maxi-accordo con la Rai per il turismo. UIL e Svimez avvertono: «Senza servizi e welfare, l’emorragia di talenti non si ferma».

Seicento milioni per blindare i contratti e sei milioni per trasformare l’Isola in una vetrina nazionale. La Regione Siciliana lancia una manovra d’urto per tentare di invertire la rotta di un sistema economico che, per decenni, ha visto i suoi figli migliori scappare altrove.

La giunta guidata da Renato Schifani ha approvato i decreti attuativi della Legge di Stabilità 2026-2028, mettendo in campo risorse imponenti per la stabilizzazione del personale. Gestiti dall’Irfis, i fondi sono destinati a imprese e professionisti sotto forma di contributi a fondo perduto. «Abbiamo impresso un’accelerazione decisiva – afferma il governatore Schifani – traducendo le norme in strumenti concreti a sostegno del territorio». La misura prevede due canali: 150 milioni l’anno per le assunzioni a tempo indeterminato e 50 milioni legati a nuovi investimenti, con premialità per il welfare aziendale e l’impiego di donne e over 50.

Tuttavia, queste misure si scontrano con una realtà fotografata crudamente dall’ultimo rapporto Svimez. Se oggi la Sicilia deve “comprare” la stabilità lavorativa con incentivi miliardari, è a causa di una politica del passato che ha barattato lo sviluppo strutturale con l’assistenzialismo, ignorando il merito e lasciando degradare i servizi essenziali. La fuga di giovani qualificati (il 32% dei laureati lascia l’Isola) e il raddoppio dei “nonni con la valigia” sono il conto salatissimo di decenni di mancata visione. La segretaria della UIL Sicilia, Luisella Lionti, è stata netta: «Chiediamo politiche urgenti, servizi sanitari efficienti e investimenti per scuole e università per fermare l’emorragia di talenti».

Sul fronte della promozione, la Regione ha stanziato oltre tre milioni l’anno per una campagna biennale con la Rai, che porterà in Sicilia lo show «L’anno che verrà» per i capodanni 2026 e 2027. Un tentativo di rilancio d’immagine che deve però fare i conti con un dato economico strutturale: il divario salariale tra un laureato siciliano e uno piemontese resta di circa 244 euro mensili. La sfida del governo Schifani, dunque, non è solo quella di creare posti di lavoro, ma di smantellare quell’eredità politica fatta di precariato e scarsa meritocrazia che ha reso la Sicilia, per troppo tempo, solo una terra di partenza.