Il Teatro Massimo Bellini riprogramma la stagione lirica 2026 a causa del maltempo.

L’ondata di maltempo che sta colpendo Catania e la sua provincia ha imposto un cambio di rotta forzato per il Teatro Massimo Bellini. L’attesa prima dell’Aida di Giuseppe Verdi, evento inaugurale della stagione di opere e balletti 2026, non potrà aver luogo come previsto oggi, martedì 20 gennaio. La direzione ha quindi rimodulato l’intero calendario per garantire la sicurezza del pubblico e la regolare prosecuzione delle recite.

Il nuovo schema delle rappresentazioni prevede il debutto mercoledì 21 gennaio alle 17.30 (turno S1), seguito da giovedì 22 gennaio (turno C) alla stessa ora. La serata di venerdì 23 gennaio vedrà in scena il turno A alle 20.30, mentre sabato 24 e domenica 25 gennaio le recite si terranno alle 17.30 (rispettivamente turni R e D). Le ultime due date sono fissate per martedì 27 gennaio alle 17.30 (turno S2) e mercoledì 28 gennaio alle 20.30 (turno B).

L’allestimento si preannuncia di altissimo profilo artistico, con la bacchetta di Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico dell’ente e profondo conoscitore delle partiture verdiane, alla guida dell’Orchestra e del Coro (istruito da Luigi Petrozziello). La visione del regista Marco Vinco si avvale delle scenografie e dei costumi firmati da Guido Buganza, capaci di evocare il fasto dell’Egitto antico attraverso una lente simbolica moderna.

Il cast vocale schiera nomi di caratura internazionale che si avvicenderanno sul palco. “Nel ruolo eponimo si alterneranno i soprani Oksana Dyka e Valentina Boi; Radamès sarà interpretato dai tenori Jorge de León e Aleksandrs Antoņenko, Amneris dai mezzosoprani Nino Surguladze e Irene Savignano”. La struttura dei cast prevede il primo gruppo impegnato nelle date del 20 (ora recuperata), 22, 25 e 28 gennaio, mentre il secondo collettivo calcherà la scena il 21, 24 e 27 gennaio.

A completare l’imponente macchina scenica, le coreografie di Filippo Stabile e Iliana Ciccarello con la Compagnia Create Danza e il disegno luci di Oscar Frosio, per un’opera che promette di fondere tradizione e innovazione in un’armonia totale.