Tajani lancia il “modello Sicilia”: “Schifani bis? Chi governa bene va ricandidato”
Nella due giorni in Sicilia, il leader di Forza Italia difende l’operato del governatore. A Catania e Palermo prove di unità in vista dei congressi. “Nessuno è superfluo nel partito, la Sicilia resta una priorità”
PALERMO – La due giorni di Antonio Tajani in Sicilia si è trasformata in un banco di prova politico per Forza Italia, tra chiarimenti interni, rilancio programmatico e segnali di sostegno a Renato Schifani in vista delle prossime regionali. Dopo la tappa catanese, conclusasi con un forum nella redazione de La Sicilia, il vicepremier e ministro degli Esteri ha aperto gli incontri palermitani con una conferma chiara: “Noi non abbiamo mai cambiato candidato. Normalmente chi è uscente viene ricandidato”.
Parole che, di fatto, aprono la strada a un “Schifani bis” alla guida della Regione Siciliana. Tajani, rispondendo ai cronisti a margine della convention di Forza Italia al Teatro Politeama di Palermo, ha sottolineato che la priorità del partito è ora quella di continuare a governare bene, non di entrare nel toto-candidature. “I risultati economici sono positivi – ha aggiunto -. Il Pil siciliano cresce più della media nazionale, segno che questa amministrazione regionale sta lavorando bene. Tutte le valutazioni politiche verranno fatte al momento giusto, durante la campagna elettorale. Ma non abbiamo mai detto che in Sicilia ci sia un candidato diverso”.
Il chiarimento a Catania: “La Sicilia resta una priorità”
Già a Catania, nel primo giorno di visita, Tajani aveva affrontato senza reticenze le tensioni sorte all’interno del partito, ribadendo che la Sicilia rimane una priorità strategica per Forza Italia. “Non rinunceremo alla nostra guida – ha detto nel corso del forum -. I dati economici parlano chiaro: il governo regionale guidato da Schifani sta producendo risultati concreti e restituendo credibilità all’Isola”.
Sul fronte interno, Tajani ha scelto la via del dialogo: “Parlerò con tutti, perché nel nostro partito nessuno è superfluo”. Un messaggio rivolto anche ai principali dirigenti siciliani – da Marco Falcone a Caterina Chinnici, passando per l’assessore Edy Tamajo – e ai gruppi di Catania e Palermo, chiamati a collaborare in vista dei congressi locali.
Quanto al segretario regionale Marcello Caruso, al centro di alcune contestazioni interne, Tajani ha chiarito che “le decisioni non verranno calate dall’alto: la parola spetterà agli iscritti”. Dopo il referendum sulla Giustizia ci sarà il congresso regionale e in quell’occasione ognuno potrà misurarsi democraticamente. “Fino ad allora Caruso resta in carica e va sostenuto”.
Tajani ha toccato anche il tema del garantismo, all’indomani delle notizie giudiziarie che hanno coinvolto esponenti siciliani di Forza Italia. “Sono garantista sempre – ha ribadito -. La presunzione di innocenza vale per tutti, senza doppi standard”.
Nel mosaico politico isolano, il leader azzurro ha riconosciuto il ruolo delle forze federate, come il movimento di Raffaele Lombardo. “È una componente che ha dato un contributo importante”: questo è il senso del dialogo politico che vogliamo portare avanti.
E a chi gli attribuisce l’intenzione di una resa dei conti o di una “rottamazione” interna, Tajani ha risposto con tono fermo: “Forza Italia sta cambiando, ma non per cancellare il passato. Vogliamo allargarci al mondo civico, alle categorie produttive, ai giovani. Difendere la bandiera del partito significa aprirlo, non dividerlo”.
Schifani: “La Sicilia cresce, il buon governo paga”
Dal palco del Politeama, Renato Schifani ha raccolto l’investitura del suo leader elencando i risultati raggiunti dalla Regione. “La Sicilia non è più fanalino di coda – ha detto -. Cresciamo dell’1,1% nel primo trimestre 2025, più della media nazionale. È la prova che il buon governo di Forza Italia funziona”.
Il governatore ha ricordato il risanamento del disavanzo regionale da 2,5 miliardi di euro, che “ora possiamo impiegare a luglio in nuovi interventi di sviluppo”. E sul fronte ambientale ha annunciato novità concrete: “I termovalorizzatori sono ormai una realtà prossima”. Abbiamo stanziato le somme e a febbraio presenteremo i progetti per Palermo e Catania. Grazie al supporto di Invitalia e dell’Autorità Anticorruzione, contiamo di avviare i lavori entro fine anno. Durante il suo intervento, Schifani ha confermato che la Sicilia voterà per Tajani al congresso nazionale: “È una scelta di coerenza e fiducia”. Tajani ha tenuto unito il partito e garantito una linea di serietà e rispetto istituzionale che dobbiamo sostenere.
Infine, un passaggio istituzionale: “Il regolamento dell’Assemblea regionale è da riformare interamente” – ha dichiarato -. Il voto segreto chiesto per ogni cosa blocca i lavori dell’Aula. Serve un Parlamento più efficiente e moderno.
Un laboratorio politico per il partito
La due giorni di Tajani in Sicilia si chiude così con un’immagine di unità ritrovata e un messaggio politico chiaro: Forza Italia punta a consolidare il proprio ruolo di forza di governo nell’Isola, proponendo la continuità amministrativa con Schifani e un partito più aperto e partecipativo.
“Stiamo dimostrando – ha concluso il governatore – che con serietà e perseveranza si può cambiare il volto della Sicilia. Non chiediamo più nulla con il cappello in mano: oggi chiediamo solo di continuare a crescere, insieme”.
