Gaetano Galvagno ha chiesto di essere giudicato con rito immediato nell’inchiesta che lo vede indagato: il processo è stato fissato per il 4 maggio davanti al Tribunale di Palermo.
Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno ha scelto la strada del rito immediato per affrontare l’inchiesta giudiziaria che lo coinvolge. La richiesta, avanzata attraverso i suoi legali, consente di saltare l’udienza preliminare e di andare direttamente a processo, fissato per il 4 maggio davanti alla terza sezione del Tribunale.
Secondo l’impostazione accusatoria, al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto utilizzo distorto di risorse pubbliche, tra contributi, incarichi e rimborsi ritenuti non coerenti con le finalità istituzionali. Le contestazioni riguarderebbero una serie di iniziative finanziate dalla presidenza dell’Ars e dalla Fondazione Federico II.
Galvagno ha respinto in modo netto tutte le accuse, ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati e la volontà di affidare ogni valutazione esclusivamente al giudizio del Tribunale. In più occasioni ha sottolineato di non aver tratto alcun beneficio personale dalle risorse finite sotto la lente degli inquirenti.
La decisione di optare per il rito immediato è stata condivisa con i difensori ed è finalizzata, secondo quanto trapela, a chiarire rapidamente la vicenda, evitando un prolungarsi della fase preliminare e consentendo un confronto diretto in aula.
L’inchiesta coinvolge anche altri soggetti, le cui posizioni sono al vaglio dell’autorità giudiziaria. Qualora dovessero essere rinviati a giudizio, i procedimenti potrebbero essere riuniti nel medesimo dibattimento.
Nel frattempo, il presidente dell’Ars continua a svolgere le proprie funzioni istituzionali, mentre il caso resta al centro del dibattito politico regionale.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
