Ricostruzione del Padiglione C1 alle Ciminiere: iter avviato dalla Città Metropolitana, gara Mepa e obiettivo “nZEB” con Bim e norme aggiornate.
Il “Cutuliscio” si prepara a tornare: l’intervento complessivo indicato è da 17,5 milioni di euro, cifra già annunciata dopo l’incendio dell’11 novembre, anche se i rilievi tecnici strutturali devono ancora essere effettuati. Nei giorni scorsi la Città Metropolitana ha avviato formalmente l’iter per la ricostruzione del Padiglione C1 del complesso “Le Ciminiere”. Sul portale Mepa è partita la procedura per affidare i servizi di progettazione, con un importo da 1,2 milioni: la scadenza per presentare le candidature è fissata al 10 febbraio.
Dai documenti emerge che non si tratta di un intervento limitato al ripristino. L’operazione viene infatti impostata come ricostruzione integrale e, come indicato nella documentazione, come lavori «volti a realizzare un’infrastruttura strategica moderna, sicura e tecnologicamente avanzata».
Le risorse previste per la ricostruzione sono riportate nel piano economico finanziario inserito nel documento di indirizzo alla progettazione (Dip). Nel dettaglio, i lavori a base d’asta vengono quantificati in 12.122.880,00 euro. La ripartizione descritta individua la quota maggiore nelle opere strutturali, stimate in circa 4,85 milioni, seguite dalle opere edili e dagli impianti meccanici ed elettrici, con un assorbimento di circa 3,6 milioni per ciascuna categoria. Al quadro si aggiungono gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, pari a 505mila euro, e le somme a disposizione della Stazione appaltante (Città Metropolitana) per oltre 4,8 milioni, comprendendo Iva, imprevisti, accantonamenti e spese tecniche, fino al totale di 17,5 milioni.
Nella fase in corso, dedicata ai servizi di progettazione, il Dip indica un limite di spesa di 1.222.406,29 euro al netto di Iva e oneri previdenziali, a cui si sommano 477.593,71 euro di “somme a disposizione della stazione appaltante”, portando l’importo complessivo a 1,7 milioni. La copertura finanziaria per questa fase preliminare è prevista tramite il Fondo rotativo per la progettualità di Cassa depositi e prestiti, che consente di «finanziare la redazione documentale anticipando le spese di investimento». La dotazione dovrà coprire sia il progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) sia la progettazione esecutiva, affidate congiuntamente «per garantire continuità tecnica e ottimizzazione dei tempi».
Per l’iter amministrativo è prevista una procedura aperta per selezionare il progettista, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il cronoprogramma stima in circa sei mesi i tempi per completare la gara di progettazione, a cui dovrebbero seguire ulteriori cinque mesi per lo sviluppo degli elaborati fino al livello esecutivo.
