Cantieri dell’illegalità a Bronte: 5 lavoratori in nero su 8 e sospensione dell’attività per un’impresa

Operazione “trasparenza” nei cantieri edili del brontese: tra lavoratori in nero e gravi carenze strutturali, scattano denunce e sospensioni.

Garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e contrastare il fenomeno del sommerso: con questo obiettivo i Carabinieri della Stazione di Bronte, supportati dai reparti specializzati del NIL di Catania e del Gruppo Tutela del Lavoro di Palermo, hanno condotto un’operazione di controllo straordinaria nel settore dell’edilizia. L’attività ispettiva ha portato alla denuncia a piede libero di tre titolari di imprese edili operanti nel territorio, originari di Grammichele, Biancavilla e Scordia.

Dagli accertamenti condotti dai militari dell’Arma sono emerse gravi e sistematiche violazioni del D.Lgs. 81/2008, la norma cardine sulla sicurezza. Nell’ipotesi investigativa, i datori di lavoro avrebbero omesso la formazione obbligatoria dei dipendenti sui rischi professionali e non avrebbero sottoposto il personale alle visite mediche periodiche necessarie. Particolarmente critico lo scenario riscontrato sul campo, dove è stata rilevata la mancata installazione di idonei impianti elettrici di cantiere, esponendo i lavoratori a pericoli immediati di folgorazione.

Il bilancio complessivo dell’operazione è pesante: su 8 operai trovati all’opera, ben 5 lavoravano completamente “in nero”. Per una delle ditte coinvolte è scattato l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività, avendo impiegato esclusivamente personale non regolarmente assunto. Le sanzioni amministrative elevate raggiungono cifre considerevoli: circa 10.000 euro per l’impiego di manovalanza irregolare, 12.600 euro di ammende per carenze di sicurezza e il recupero di contributi INPS per 3.500 euro. L’intervento sottolinea il ruolo centrale dell’Arma nella difesa della dignità dei lavoratori e della leale concorrenza tra imprese.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.