Omicidio Riposto Noemi, indagini su furgone, telefoni e fuga dal tetto
A Riposto proseguono gli accertamenti sulla morte di Noemi: identificato un manovale di 45 anni ripreso dalle telecamere, Toni Proietto resta unico indagato.
Prosegue a Riposto l’inchiesta sul caso Noemi di Riposto, la donna di 33 anni trovata senza vita il 23 agosto scorso nella sua abitazione di via Circumvallazione, in parte distrutta da un incendio ritenuto di natura dolosa. Le indagini dei carabinieri, in queste ore, si muovono su più fronti contemporaneamente: un furgone sequestrato, due telefoni della vittima e un uomo che compare nelle immagini delle telecamere di sicurezza, ora identificato.
Il furgone di Toni Proietto sotto esame
Mercoledì i carabinieri del Ris di Messina hanno condotto un sopralluogo tecnico all’interno dell’appartamento della vittima. Gli accertamenti si sono poi spostati su un furgone di proprietà di Toni Proietto, 49 anni, residente a Giarre e unico iscritto nel registro degli indagati per il caso. Il mezzo, sotto sequestro, è stato portato al comando Stazione dei carabinieri di Riposto ed esaminato nei locali sotterranei della caserma fino a tarda sera, alla ricerca di tracce biologiche o residui riconducibili a Noemi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Proietto si sarebbe recato a casa della donna a bordo di quel furgone la sera del 22 agosto, poche ore prima della tragedia. Lo stesso mezzo era stato notato e controllato dai carabinieri della Compagnia di Giarre già la mattina del 23 agosto, parcheggiato lungo via Circumvallazione mentre erano ancora in corso le operazioni di spegnimento delle fiamme.
Copia forense dei telefoni al Tribunale di Catania
Ieri mattina si sono svolti al Tribunale di Catania accertamenti tecnici irripetibili sui dispositivi elettronici già sequestrati: i cellulari in uso a Proietto e alla vittima. L’obiettivo è ricostruire gli ultimi contatti e gli spostamenti prima della morte. Nel frattempo il Ris di Messina ha preso in consegna un secondo telefono di Noemi, rinvenuto mercoledì scorso nell’abitazione e sfuggito alle prime ricognizioni di carabinieri e vigili del fuoco nell’immediatezza del dramma. I dati estratti da questo secondo apparecchio potrebbero fornire elementi determinanti per il proseguimento delle indagini.
L’ipotesi della fuga dal tetto
Negli ultimi giorni l’attenzione degli investigatori si è spostata anche sul terrazzo dell’abitazione di Noemi. Prende corpo un’ipotesi investigativa: chi ha appiccato l’incendio potrebbe essere fuggito passando dal tetto della casa, per raggiungere le stradine alle spalle dell’edificio muovendosi in una zona priva di telecamere di videosorveglianza.
Il volto di «Mister X»
L’attività investigativa avrebbe permesso di dare un nome all’uomo soprannominato «Mister X», ripreso dalle telecamere installate nei pressi dell’abitazione di Proietto a Giarre. Le immagini mostrerebbero il suo volto a bordo di una Fiat Punto bianca, mentre accompagnava Noemi davanti a casa sua il venerdì sera, poche ore prima della tragedia. Risalendo alla targa del veicolo, i carabinieri avrebbero identificato il conducente: un manovale di 45 anni residente a Riposto, il cui rapporto con la vittima non è ancora stato chiarito. L’uomo sarebbe già stato ascoltato dai carabinieri e al momento non risulta indagato.
La posizione di Proietto, unico indagato per omicidio volontario, resta intanto al vaglio della magistratura in attesa dei risultati sui rilievi del Ris e sulle analisi dei telefoni, che dovranno chiarire la sequenza degli eventi nella notte tra il 22 e il 23 agosto.
Si ricorda che l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.
