Ferrucci si presenta: «Affidabilità e credibilità»
Il colonnello Ferrucci ha incontrato la stampa il giorno dopo l’insediamento alla guida del comando provinciale, succedendo al generale Altavilla.
Il colonnello Nicola Pio Michele Ferrucci ha incontrato i giornalisti nella sala briefing della caserma Giustino di piazza Verga, il giorno dopo il suo insediamento alla guida del comando provinciale dei Carabinieri di Catania. Succede al generale Salvatore Altavilla e sarà responsabile di tutta la provincia etnea.
«Affidabilità e credibilità», ha detto ai cronisti, riassumendo così il criterio con cui intende guidare il comando. Ferrucci è nato proprio a Catania, all’ospedale Santa Marta oggi non più esistente, cinquantatré anni fa. «Mia madre mi ha portato quindi a Enna, dove sono rimasto sino alla maggiore età, prima di decidere di arruolarmi nell’Arma», ha raccontato.
Una carriera divisa tra Italia ed estero
Ferrucci assume a Catania il suo secondo comando provinciale. Dopo l’accademia militare di Modena (1996) e la scuola ufficiali dell’Arma a Roma (1999), il primo incarico è stato al comando del plotone della compagnia motorizzata del 7° Reggimento Trentino Alto Adige. Da lì la guida della Polizia militare nella missione Joint Guardian a Pec, in Kosovo, e presso il comando della missione Antica Babilonia a Nassiriya. Parla correntemente inglese e turco.
Rientrato in Italia, ha comandato le compagnie di Este, in provincia di Padova, e di Torre del Greco, nel Napoletano. Sono seguiti incarichi come comandante della compagnia Allievi ufficiali dell’Accademia di Modena e capo sezione dell’ufficio Personale Marescialli allo Stato maggiore del comando generale dell’Arma. È poi tornato all’estero come addetto aggiunto per la Difesa all’ambasciata italiana ad Ankara, in Turchia, con accreditamento secondario in Georgia e Azerbaigian.
Al rientro in Italia ha ricoperto il ruolo di capo sezione dell’ufficio Brigadieri al comando generale dell’Arma, per poi diventare comandante provinciale a Siena e successivamente comandante del 13° Reggimento carabinieri Friuli Venezia Giulia di Gorizia. È laureato in Giurisprudenza (1990), in Scienze della sicurezza interna (2003) e in Scienze della sicurezza interna ed estera (2004); nel 2015 ha concluso il master in Studi internazionali strategico-militari al Centro alti studi della Difesa.
Le specializzazioni e il ricordo di Attanasio
Tra le specializzazioni conseguite figurano quelle di consigliere giuridico delle Forze armate, ufficiale dell’Arma a cavallo, carabiniere sciatore, paracadutista e pattugliatore scelto. Per le missioni all’estero ha ricevuto le medaglie Nato per le operazioni Joint Guardian, Consistent Effort ed ex Jugoslavia, oltre alle Croci per le attività umanitarie e di soccorso internazionale svolte in Kosovo, Bosnia e Iraq.
Nel corso dell’incontro con la stampa ha ricordato con commozione l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo.
«La collaborazione dei cittadini è fondamentale»
Alla domanda sul contrasto alla criminalità organizzata, Ferrucci ha risposto: «Certamente la criminalità organizzata cerca di impadronirsi del territorio per allargare la sua base di profitto. Il compito delle forze dell’ordine e dei Carabinieri è quello di contrastare, limitare e arginare questi fenomeni delinquenziali, affinché lo Stato, le istituzioni, in tutte le sue declinazioni, si riapproprino del territorio e riaffermare la supremazia del diritto in ogni latitudine. In quest’ottica la collaborazione dei cittadini è fondamentale».
Il colonnello ha citato anche un ricordo personale legato all’educazione alla legalità: «Quando ero ragazzo non esistevano i social e i telefoni cellulari, ma se io compivo una marachella i miei genitori la venivano a sapere prima ancora che tornassi a casa. L’educazione alla legalità inizia nella famiglia, nelle famiglie ed è per questo è importante il suolo della società civile, della scuola, delle parrocchie in particolare».
«Il mio impegno sarà totale»
Chiudendo l’incontro, Ferrucci ha parlato del nuovo incarico e del suo predecessore: «Sono stato nominato comandante provinciale dei Carabinieri di Catania, quindi di tutta la provincia di Catania. Sarà estremamente difficile eguagliare i già lusinghieri risultati operativi che sono stati ottenuti dal mio predecessore. Quello che posso assicurare alla comunità etnea è che il mio impegno sarà totale e posso garantire anche per gli uomini e le donne dell’Arma che mi sono stati affidati».
