Processo Galvagno, il tribunale di Palermo respinge la richiesta di trasferimento a Catania

Il tribunale di Palermo respinge l’istanza della difesa di Gaetano Galvagno per trasferire a Catania il processo per peculato e corruzione.

Il processo per peculato, corruzione, falso e truffa a carico del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, resterà a Palermo. La terza sezione del tribunale del capoluogo siciliano ha respinto l’istanza con cui i legali del politico di Fratelli d’Italia chiedevano di trasferire il procedimento a Catania.

Imputato insieme a Galvagno c’è anche il suo ex autista, Roberto Marino, difeso dall’avvocato Salvatore Sansone. Il presidente dell’Ars era presente in aula, dove il collegio giudicante ha letto le motivazioni del provvedimento.

La richiesta della difesa

Gli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti avevano sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il primo episodio contestato, quello di peculato per il presunto uso improprio dell’auto blu di servizio, sarebbe avvenuto a Paternò, in provincia di Catania, dove Galvagno risiede. Anche quell’episodio, secondo la difesa, era stato oggetto di indagine, e per questo il processo avrebbe dovuto celebrarsi nel capoluogo etneo.

La posizione dei pm

I pubblici ministeri Andrea Fusco e Felice De Benedittis avevano replicato che quel primo episodio non ebbe rilievo penale, nonostante fosse stata presentata una richiesta di intercettazione, e che non era comunque stato inserito nell’imputazione formulata contro Galvagno e Marino.

La decisione del tribunale

Il collegio presieduto da Fabrizio La Cascia si è attenuto al testo dell’imputazione, da cui risulta che il primo fatto penalmente rilevante di peculato, il reato più grave tra quelli contestati ai due imputati insieme a corruzione, truffa e falso, ricade nel territorio di competenza del tribunale di Palermo.

“Rispetto questa decisione del Tribunale avendo la consapevolezza di essere totalmente estraneo ai fatti che mi vengono contestati, ed avrò modo di dimostrarlo proprio durante questo processo. Con i miei avvocati siamo fiduciosi che in qualsiasi Tribunale, a Catania, Palermo o a Pavia, il giudizio sarà giusto ed imparziale”. Lo ha detto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, uscendo dal Tribunale di Palermo, dopo che il Presidente della terza sezione del Tribunale Fabrizio La Cascia ha rigettato la richiesta della difesa di trasferire il processo da Palermo a Catania.

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.