Il paradosso dei tributi a Catania: arrivano i pignoramenti prima della rottamazione. Bonaccorsi: «Fermate le procedure»
Il consigliere comunale Graziano Bonaccorsi denuncia il paradosso della riscossione coattiva a Catania. Mentre si attende la “rottamazione” dei tributi, il Comune procede con pignoramenti, bloccando la liquidità di cittadini e imprese.
Il portavoce del Movimento 5 Stelle accende i riflettori su una situazione definita paradossale per l’economia locale. Tramite una nota stampa, Graziano Bonaccorsi solleva il caso delle azioni esecutive portate avanti dall’amministrazione etnea proprio alla vigilia di un atteso provvedimento di sanatoria.
«Nel Comune di Catania si sta verificando una situazione sempre più difficile da comprendere per cittadini e imprese: mentre è ormai attesa a breve l’approvazione del regolamento per la definizione agevolata dei tributi locali (la cosiddetta “rottamazione”), continuano le procedure di riscossione coattiva, compresi pignoramenti su conti correnti e attività economiche», spiega l’esponente politico.
L’impatto su famiglie e attività commerciali
Le azioni di recupero crediti rischiano di pesare gravemente sul tessuto produttivo cittadino. «Il problema – afferma – non è solo di coerenza amministrativa, ma di effetti concreti sulla vita delle persone e delle imprese. Un pignoramento non è un atto neutro: per un’azienda significa spesso il blocco immediato della liquidità, difficoltà a pagare fornitori, stipendi e costi ordinari. In molti casi può tradursi in un danno economico superiore allo stesso debito iniziale, soprattutto se poi quel debito potrà essere definito attraverso la futura rottamazione comunale».
La richiesta di sospensione al Comune
La giunta viene chiamata a un cambio di passo immediato per allineare l’attività di riscossione ai futuri provvedimenti. «È qui – aggiunge ancora Bonaccorsi – che emerge la contraddizione: si sta procedendo con strumenti esecutivi pesanti, mentre si è a pochi passi dall’approvazione di una misura che consentirà ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione in modo agevolato. Il risultato è un corto circuito evidente: si colpiscono oggi cittadini e imprese con atti potenzialmente irreversibili, per debiti che domani potrebbero essere ridotti o ricalendarizzati dalla definizione agevolata».
Di fronte a questo scenario, il rappresentante pentastellato suggerisce di seguire l’esempio di altre città: «In altri enti locali, in situazioni analoghe, è stata adottata una linea di prudenza amministrativa: la sospensione temporanea delle procedure esecutive non ancora concluse, proprio per evitare effetti sproporzionati e contenziosi inutili. A Catania, invece, questa fase di coordinamento non risulta ancora attivata. Per questo si chiede all’Amministrazione comunale di intervenire con urgenza, valutando: un atto di indirizzo immediato verso il concessionario della riscossione; la sospensione temporanea dei pignoramenti e delle procedure non definitive; un coordinamento tra riscossione e futura definizione agevolata per evitare danni economici ai contribuenti. Non si tratta di fermare la riscossione, ma di evitare che la rigidità delle procedure produca effetti irreversibili proprio mentre si sta per offrire una soluzione di regolarizzazione».
La chiosa finale è un appello diretto all’amministrazione: «La domanda resta semplice: che senso ha colpire oggi cittadini e imprese con pignoramenti, se tra poche settimane sarà possibile regolarizzare tutto con la rottamazione comunale?».
