Matteo Salvini

I big della politica nazionale attraversano la Sicilia in vista del voto di domenica e lunedì, ma con geometrie variabili. Salvini ad Agrigento e Marsala, Conte a Palermo e Termini Imerese. Schlein e Tajani, invece, non si vedranno: preferiscono tenersi lontani da contese che nei loro partiti hanno lasciato ferite aperte.

Il vicepremier Matteo Salvini passerà prima da Marsala per sostenere Giulia Adamo, poi volerà ad Agrigento per spingere la candidatura di Luigi Gentile. Nel programma anche il tema dell’aeroporto: «L’inserimento nel piano nazionale degli aeroporti ha entusiasmato la comunità agrigentina», ha dichiarato il segretario regionale della Lega Nino Germanà, che ha precisato come l’iter sia stato avviato tre anni fa con la richiesta al MIT da parte del Libero consorzio di Agrigento. Giuseppe Conte non toccherà Agrigento, dove il M5S non figura tra i simboli a sostegno del candidato Michele Sodano per via di precedenti tensioni con il nuovo corso pentastellato. L’ex premier si fermerà prima a Palermo – ai Cantieri culturali della Zisa per presentare il suo libro “Una nuova primavera” – e poi raggiungerà Termini Imerese per sostenere la sindaca uscente Maria Terranova, uno dei primi esperimenti riusciti di campo largo in Sicilia.

I meloniani, Schlein e Tajani

Nelle giornate precedenti era arrivato il ministro per il Sud Tommaso Foti, che tra gli incoraggiamenti ha anche tirato le orecchie alla Sicilia: «Ha fondi di coesione in abbondanza. Ma un conto è la mancanza di risorse, un conto è come queste vengono spese». Prima di lui il ministro Adolfo Urso, mentre il partito è stato rappresentato da Giovanni Donzelli. Chi non si vedrà è la segretaria del Pd Elly Schlein: sarà a Palermo sabato per le commemorazioni della strage di Capaci, ma senza tappe politiche. Stessa scelta per il leader di Forza Italia Antonio Tajani, rappresentato a Messina dal ministro Gilberto Pichetto Fratin. Pd e Forza Italia condividono un destino comune: mentre nel resto del Paese sono su fronti opposti, in Sicilia sono entrambi percorsi da divisioni interne che hanno portato a carte bollate e commissari. Meglio non mettere la faccia, per il momento.