Cassazione annulla con rinvio ordinanza cautelare per Salvatore Cuffaro
Toto' Cuffaro
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare per Salvatore Cuffaro, disponendo un nuovo esame sulla misura restrittiva legata all’inchiesta per corruzione a Palermo.
La sesta sezione penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dai legali di Salvatore Cuffaro, annullando con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesame che aveva confermato la misura degli arresti domiciliari. Il leader della Democrazia Cristiana e già presidente della Regione Siciliana è coinvolto in un’indagine riguardante presunte condotte di traffico di influenze e corruzione. Nell’ipotesi investigativa, il ricorso ha fatto leva su potenziali vizi di legittimità relativi all’utilizzo delle intercettazioni e alla struttura motivazionale che ha sostenuto l’applicazione della misura cautelare.
Secondo quanto riferito dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, la decisione dei supremi giudici impone ora la celebrazione di un nuovo giudizio davanti al Tribunale del Riesame di Palermo. Nonostante l’annullamento, l’ex governatore rimane attualmente sottoposto al regime dei domiciliari in attesa della nuova pronuncia. Parallelamente, l’attività giudiziaria prosegue con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai magistrati Andrea Zoppi e Gianluca De Leo su un presunto concorso pilotato presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo.
L’ipotesi di accusa ruota attorno alla selezione per 15 posti di operatore sociosanitario. Secondo l’ipotesi accusatoria, Cuffaro avrebbe ottenuto le prove d’esame in anteprima per fornirle ad alcuni candidati, grazie alla collaborazione di figure apicali della struttura sanitaria. Oltre all’ex segretario della Dc, risultano coinvolti altri otto indagati, tra cui l’ex manager Roberto Colletti e il primario Antonio Iacono. L’udienza preliminare è stata fissata per l’8 maggio prossimo davanti alla giudice Ermelinda Marfia, data in cui si valuterà se i soggetti coinvolti debbano assumere la qualità di imputati.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
