Rimpasto Sicilia, Schifani convoca i partiti: «Sette giorni per i nuovi assessori»
Regione siciliana (cataniaoggi.it-facebook)
Rimpasto in Sicilia, Schifani lancia l’ultimatum agli alleati: «Sette giorni per i nomi o decido io». Mentre il Governatore vola a Roma per il faccia a faccia con Tajani a margine dei 50 anni del Ppe, esplode il caso Forza Italia: l’eurodeputato Marco Falcone pone il veto sulla nomina di Nino Minardo a commissario regionale, mentre i deputati dell’Ars fanno muro contro l’ipotesi di Marcello Caruso in giunta.
Il clima politico in Sicilia raggiunge il punto di ebollizione. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha rotto gli indugi inviando un perentorio ultimatum ai partiti della coalizione: i nuovi nomi per la giunta dovranno pervenire entro una settimana, pena l’intervento diretto del Governatore nelle nomine. La partita del rimpasto, che si trascina ormai da mesi, si intreccia pericolosamente con le tensioni interne a Forza Italia, proprio mentre i vertici azzurri si ritrovano a Roma per le celebrazioni del Partito Popolare Europeo.
Il veto di Falcone su Minardo e il toto-commissario
Le quotazioni di Nino Minardo per la guida del partito nell’Isola hanno subito una brusca frenata dopo l’intervento frontale dell’eurodeputato Marco Falcone. Pur non mettendo in dubbio la persona, Falcone ha chiesto una figura con maggiore “visione e radicamento”, dicendosi pronto a un impegno diretto se richiesto dal partito. Anche Giorgio Mulè ha raffreddato gli entusiasmi su Minardo, auspicando una soluzione unitaria che coinvolga sindaci e deputati e sottolineando come, a differenza del governo Meloni, la giunta siciliana resti “azzoppata” da troppo tempo.
Veti incrociati e l’ipotesi Caruso in giunta
Una delle exit strategy ventilate per Marcello Caruso, coordinatore regionale uscente, sarebbe un approdo in giunta, possibilmente alla Famiglia o al Turismo. Tale scenario ha però scatenato l’ira dei parlamentari berlusconiani all’Ars. La situazione è resa ancora più complessa dagli equilibri tra gli alleati per esempio in casa Fratelli d’Italia, le dimissioni di Elvira Amata (Turismo) non sono affatto scontate. In casa Dc e Autonomisti: Schifani potrebbe assegnare i due assessorati di cui detiene l’interim (Famiglia ed Enti Locali) a esponenti dello scudocrociato come Laura Abbadessa o Nuccia Albano, mentre l’Mpa di Lombardo attende ancora il riconoscimento del patto stretto con Tajani nel 2024.
Il rischio concreto, in questo gioco di veti incrociati, è che il rimpasto si risolva in un nulla di fatto gattopardesco, lasciando l’assetto della giunta sostanzialmente invariato, fatta eccezione per le caselle attualmente vacanti.
