Regione Siciliana, Schifani conferma la ricandidatura per il 2027 e illustra i dati del surplus di bilancio
Renato Schifani
Schifani annuncia la ricandidatura per il 2027 e lancia la sfida per un piano decennale: «Ho azzerato il debito e la Sicilia ora corre più del resto d’Italia». Il Presidente della Regione rivendica il risanamento dei conti con un surplus di 5 miliardi di euro, conferma l’imminente rimpasto di giunta e fissa l’apertura dei cantieri per i termovalorizzatori di Palermo e Catania all’inizio del prossimo anno.
Il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ufficializzato la propria volontà di correre per un secondo mandato nelle elezioni del 2027, motivando la scelta con la necessità di dare continuità a un progetto di crescita che richiede tempi lunghi per evitare il rischio di nuove opere incompiute. In un’ampia intervista rilasciata al quotidiano “Libero”, il governatore ha tracciato un bilancio lusinghiero dei suoi primi anni a Palazzo d’Orléans, sottolineando come la stabilità finanziaria sia stata la precondizione per il rilancio economico dell’Isola. Schifani ha rivendicato con orgoglio il recupero di un disavanzo monstre di 4 miliardi di euro, trasformato in un surplus di oltre 5 miliardi, un risultato certificato dai principali osservatori finanziari internazionali che hanno premiato la Sicilia con un miglioramento del rating. Questo cambio di passo è stato alimentato da un boom delle entrate tributarie, cresciute del 39% grazie alla capacità dell’amministrazione di garantire tempi certi per le autorizzazioni, attirando così nuovi investimenti privati che sono passati da 13 a 23 miliardi di euro.
Sul fronte occupazionale, il Presidente ha snocciolato dati che descrivono una Sicilia in controtendenza positiva rispetto alla media nazionale: negli ultimi tre anni l’occupazione è incrementata del 12,6% e sono nate circa 60mila nuove imprese, segno di una ritrovata fiducia nel sistema produttivo regionale. Tuttavia, la sfida per il futuro si gioca sulla capacità di dotare l’Isola di infrastrutture moderne, a partire dalla gestione del ciclo dei rifiuti. Schifani ha confermato l’investimento da un miliardo di euro per la realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania, progetti già approvati dall’Unione Europea che vedranno l’avvio delle gare entro la fine dell’anno e l’apertura dei cantieri all’inizio del 2027. La gestione delle procedure sarà affidata a Invitalia con la stretta vigilanza dell’Anticorruzione, un approccio rigoroso che il governatore, da avvocato amministrativista, considera imprescindibile per garantire legalità e trasparenza in settori così delicati.
La cronaca politica non è rimasta fuori dal colloquio, specialmente in relazione alle vicende giudiziarie che hanno toccato alcuni membri della squadra di governo. A tal proposito, Schifani ha confermato che si procederà a breve a un rimpasto di giunta per ridare slancio all’azione amministrativa e garantire serenità alla coalizione. Riguardo alle tensioni interne a Forza Italia e al congelamento del congresso regionale, il Presidente ha rassicurato sulla “buona salute” del partito in Sicilia, definendo l’Isola come una roccaforte azzurra. Ha inoltre richiamato il metodo di Silvio Berlusconi, basato sull’inclusione e sull’equilibrio tra l’esperienza dei parlamentari storici e l’energia delle nuove leve, auspicando che questa filosofia continui a guidare la classe dirigente nazionale. Per Schifani, l’obiettivo resta quello di trasformare la Sicilia in un modello di efficienza per l’intero Mezzogiorno, un traguardo che richiede una prospettiva temporale di almeno dieci anni per poter essere consolidato definitivamente.
